PADRE FREUD CHE SEI NEI CIELI (1993)

di Luciana Sica, repubblica.it, 25 novembre 1993

 A chi, verso la fine degli anni Trenta, gli consiglia di abbandonare Vienna, Freud oppone resistenza usando argomenti anche un po’ stravaganti. “Non parlatemi di nazismo”, quasi s’infuria il vecchio fondatore della psicoanalisi. “Il mio vero nemico è la religione cattolica!”. Evidentemente Freud percepisce che Hitler sarebbe stato sconfitto, mentre la storia avrebbe conservato a lungo la Chiesa e la sua folla di fedeli, i dogmi e a volte i diktat incompatibili con la “nuova scienza”. Questa battuta non andrebbe però usata per semplificare il rapporto, al contrario ambivalente, che Freud intrattiene con la religione. “Ebreo infedele”, “ateo naturale”, come scrive il suo biografo Ernest Jones? Certo, ma anche uomo che prova grande ammirazione per le credenze religiose non fondate sulla paura. E che di Francesco D’Assisi scrive ne Il disagio della civiltà (1929): “E’ l’esempio più insigne di come ci si possa servire dell’amore ai fini del senso interiore di felicità”. Si torna a parlare di “psicoanalisi e religione” – in un convegno che si terrà domani e dopodomani tra l’Albergo Posta di Collalbo/Renon e il Castel Mareccio di Bolzano – a ottant’anni da Totem e tabù, l’opera in cui Freud teorizza l’origine psicogenetica della religione, le “concordanze nella vita psichica dei selvaggi e dei nevrotici”. Uno studio concluso nel 1913, ma ideato già due anni prima, e proprio in un soggiorno all’Albergo Posta. Al convegno internazionale organizzato da Francesco Marchioro, partecipano molti bei nomi della psicoanalisi non soltanto freudiana: da Aldo Carotenuto a David Meghnagi, da Lucio Pinkus a Michele Ranchetti. Ma è Leonardo Ancona il relatore che più incuriosisce: come direttore dell’Istituto di psichiatria dell’università del Sacro Cuore, illustre psicoanalista e cattolico praticante. Mi dice il professor Ancona: “Freud non è l’ateo che si crede. E’ invece un uomo che ha un senso acuto di Dio. Basta ricordare quello che scriveva nel ’38, un anno prima della morte: ‘E’ inerente a tutto ciò che ha a che fare con l’origine della religione qualcosa di grandioso di cui le nostre precedenti spiegazioni non hanno dato ragione’ . Totem e tabù è opera interessantissima, ma parziale, perché la religione è vista soltanto come manifestazione nevrotica dell’individuo superstizioso, esteriore, bigotto. Ma Freud sa che esiste anche una religiosità autentica e non malata, ‘grandiosa’ appunto”. E’ innegabile però che Freud sia stato soprattutto interessato alle fobie di carattere ossessivo che alimentano le credenze religiose. “Oggi” nota Leonardo Ancona “c’è un altro tipo di religione assolutamente mortifera. E’ quella che io chiamo della dea Kalì: la religione del narcisismo, un disturbo grave che si diffonde come un incendio nella sterpaglia e impedisce ogni senso dell’altro e quindi l’amore… Tornando a Freud, potrebbe essere sua la battuta: per grazia di Dio, sono ateo!”.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/11/25/padre-freud-che-sei-nei-cieli.html?ref=search

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