Allarme tra i seguaci di Freud (2002)

di Luciana Sica, repubblica.it, 21 novembre 2002

Oggi, alla Camera, sarà la commissione Affari sociali a “adottare” e poi a votare il testo unico di riforma della legge Basaglia. È una proposta, quella messa a punto dalla maggioranza, allarmante per gli ambienti scientifici, e più in particolare per il mondo degli psichiatri psicoanalisti che lavorano nelle istituzioni di cura. I freudiani – che anche negli studi privati fronteggiano spesso patologie gravi – sembrano preoccupati di un complessivo “ritorno all’indietro” nella stessa concezione della malattia mentale (depurata di ogni suo “psichismo”), hanno preparato un documento per difendere i principi ispiratori della legge 180 che non considerano da buttare, e ne discutono con passione nei loro convegni. A Milano, in un dibattito sulle psicosi, Domenico Chianese che presiede la Società psicoanalitica italiana ha citato Foucault e la sua Storia della follia per alludere all’intreccio tra immaginario collettivo e istituzioni, all’influenza nefasta di un certo “spirito del tempo”, di disvalori imperanti come l’intolleranza e la discriminazione. A Venezia, Antonio Alberto Semi ha voluto un incontro su «Gli scenari possibili della psichiatria attuale» aperto da Daniel Widlocher, il presidente dell’ International Psychoanalytical Association. È Semi a dire: «Sono molto preoccupato: come cittadino, prima ancora che come psichiatra e psicoanalista. Vedo gravi rischi non solo per i malati ma per tutti noi, esposti a un regime di polizia psichiatrica. Che altro vuol dire l’accertamento delle condizioni psichiche di una persona, cioè di chiunque? Purtroppo mi sento anche un profeta di sventure: in Una favola psichiatrica, scritta quindici anni fa, descrivevo la riapertura dei manicomi, un incubo che rischia di diventare realtà». Anche gli “scissionisti”, che dieci anni fa hanno dato vita all’Associazione italiana di psicoanalisi, non sembra vogliano stare a guardare e – in un convegno al Campidoglio – hanno decisamente riaffermato il loro punto di vista sulle psicosi, con gli interventi di Paola Mariotti e Teresa Carratelli. Il mondo editoriale in qualche modo accompagna le polemiche sulla cura del dolore mentale. Bollati Boringhieri pubblicherà Fort Apache, sottotitolo Storie e appunti di uno psichiatra qualsiasi, un libro molto istruttivo di Stefano Catellani, direttore di una Asl bolognese. Da Raffaello Cortina uscirà invece La personalità borderline di John Gunderson, professore di psichiatria presso la Harvard Medical School, e in primavera Stati caotici della mente, a cura di Luigi Rinaldi, con gli scritti di un gruppo di ottimi analisti come Conrotto e De Masi, Borgogno e Barale, Racalbuto e Hautmann, Berti Ceroni e Correale, Salomon Resnik e Saranthis Thanopulos.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/11/21/allarme-tra-seguaci-di-freud.html?ref=search

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