Intuizioni significative. UN’INNOVATRICE NELLE INDAGINI SULL’ANIMO FEMMINILE E SU QUELLO INFANTILE (2011)

Differenze. Affermò che l’empatia era tipica della psiche femminile, l’oggettività di quella maschile

di Redazione, corriere.it, 30 ottobre 2011

Fu Sabina Spielrein a individuare una componente distruttiva nell’istinto sessuale, idea poi entrata nella teoria freudiana della pulsione di morte nel 1920, quando Freud le riconobbe il merito di aver iniziato la riflessione su tale tema. «Il concetto di pulsione di morte – dice Giuseppe Filidoro, psicoanalista della Società italiana di psicoanalisi – fu proposto da Freud per spiegare sadismo, masochismo e depressione, sindromi cliniche caratterizzate da distruttività e da incomprensibile ricerca attiva della sofferenza.
Inoltre questo concetto serviva a Freud per spiegare la tendenza di alcuni pazienti alla ripetizione di esperienze traumatiche e a resistere alla cura psicoanalitica. L’ipotesi freudiana dell’esistenza di una pulsione di morte, derivata dalla tendenza degli organismi a tornare allo stato inorganico, non è oggi però da tutti accettata». La vicenda di Sabina e Jung aiutò però anche a comprendere il fenomeno del controtransfert. «Secondo una prima definizione di Freud, il controtransfert doveva essere considerato una reazione inconscia dello psicoanalista nei confronti dei sentimenti che verso di lui prova il paziente – spiega Filidoro –. Quando non ben “padroneggiata” dallo psicoanalista, questa reazione poteva diventare un ostacolo alla terapia. A partire dagli anni ‘50 il controtransfert è stato inteso non più o non solo come ostacolo al processo terapeutico, ma, se ben compreso dallo psicoanalista, come uno strumento per lo scambio comunicativo in seduta. Comunque anche oggi, nonostante ci sia molta più attenzione verso i complessi intrecci transfert/controtransfert, esiste il rischio che questi sentimenti escano dal “gioco” psicoanalitico e vengano agiti nella realtà con conseguenze potenzialmente drammatiche. Un rischio di cui ogni psicoanalista è consapevole».
Infine va ricordato il contributo che Sabina diede alla psicoanalisi infantile e allo studio della psiche femminile. Dice Ursula Prameshuber: «Nel campo della psicoanalisi infantile Sabina usò l’osservazione dei bambini, introdusse il gioco nella terapia, studiò il linguaggio infantile. E nello studio della psiche femminile introdusse concetti innovativi per l’epoca, affermando che la psiche femminile si distingueva per l’empatia mentre quella maschile per l’oggettività. Un’idea ripresa da Jung nei suoi concetti di Eros legato al femminile e Logos legato al maschile».

http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/30/innovatrice_nelle_indagini_sull_animo_co_9_111030127.shtml

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