IL SAPERE È LA CHIAVE

In Liguria la prima manifestazione in Europa dedicata alla creatività. Dibattiti, confronti, teatro ma anche qualche sana risata. A Sarzana ritorna il Festival della Mente. «Non può esserci futuro senza la garanzia dell’accesso alla cultura», sottolinea Giulia Cogoli, la direttrice

di Maria Teresa Ferrari, ilgiornaledivicenza.it, 30 agosto 2012

Per Freud il sogno protegge il sonno perché lascia affiorare desideri infantili rimossi e dà loro parziale soddisfazione. Oggi invece le cose sono cambiate e sognare appare come la capacità della mente di dare un significato personale all’esperienza. «Personale» vuol dire che quando ciò che viviamo ci sembra vero e reale è invariabilmente colorato da emozioni. La psicoanalisi contemporanea rimette l’emozione al centro della scena e assume l’esperienza estetica a modello di ciò che di più vero accade in analisi. «Usate i vostri colori», era invece l’invito che l’analista inglese Wilfred R. Bion rivolgeva ai suoi colleghi perché attingessero alle proprie capacità artistiche per dipingere le emozioni dei pazienti e aiutarli a vivere un’esistenza più autentica. Perché, come la poesia, il sogno reinsedia la mente nel corpo; non nasconde il significato ma lo crea. Quello stesso invito, ad usare i nostri colori, lo rilancia lo psicoanalista Giuseppe Civitarese alla nona edizione del Festival della Mente, il primo festival in Europa dedicato alla creatività e ai processi creativi, promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana, a Sarzana (La Spezia) da domani a domenica. Che cosa più della cultura, della creatività, dell’impegno creativo e intellettuale può aiutarci, in tempi così difficili, a decodificare quanto sta succedendo, a cambiare – anche di poco – una realtà in cui non ci si riconosce più, a darci una nuova tensione positiva? Giulia Cogoli, mente e direttrice del Festival, è convinta – e noi lo siamo con lei – che la cultura, la creatività sia una risposta vincente. «Non c’è futuro, non c’è democrazia, non c’è possibilità di miglioramento senza la garanzia dell’accesso alla cultura e la diffusione della conoscenza». E così, al Festival della Mente, con oltre quarantamila presenze lo scorso anno, si parlerà di scrittura, musica, scienze, storia, linguistica, psicoanalisi, filosofia, neuroscienze, arte, paesaggio, società, teatro, cibo, botanica e molto altro, con incontri, lezioni, spettacoli, concerti, workshop con alcuni dei più significativi pensatori italiani e stranieri (3,50 euro il biglietto per gli eventi e 7,00 euro il biglietto per gli spettacoli e gli approfonditaMente, http://www.festivaldellamente.it).

NON A CASO il filo conduttore che emerge molto forte dai temi e dalle angolature scelte dai relatori è la conoscenza come valore assoluto e imprescindibile. Ad aprire la manifestazione sarà la lectio magistralis di Gustavo Zagrebelsky, nella quale il costituzionalista riflette sull’accesso alla cultura, sull’etica e sulla responsabilità di coloro che detengono il sapere, da cui possono divenire i grandi benefici e i grandi malefici della vita delle società. Di priorità della conoscenza parla anche l’antropologo Marc Augé, che indaga sul divario crescente tra aristocrazia del sapere e massa di semplici consumatori e su una cultura condannata a restare ad appannaggio di pochi eletti. La mente richiede costante esercizio per non cadere nell’atrofia: il giurista Franco Cordero parla di fobia del pensiero, considerando l’utilizzo massivo della televisione e l’appiattimento intellettivo che ne deriva.

LO STUDIOSO di ermeneutica biblica Haim Baharier invoca un ritorno allo studio dei testi sacri, per dare spazio all’immaginazione, per creare e comprendere. Tra tanti appuntamenti, non solo scopriremo assieme al biofisico Ruggero Pierantoni se si può misurare l’arte, ma anche come lo scrittore Erri De Luca interpreti la parola come «utensile», come strumento concreto per ritrovare la via di casa. Perché, come ipotizza l’attore e scrittore Ascanio Celestini, «finché abbiamo parole per dirlo, forse il mondo non finisce». Tanta testa, ma anche qualche sana risata: non mancheranno, le risate (talvolta amare), all’incontro dello scrittore Marco Belpoliti che presenta un excursus, con parole e immagini, sul costume dei politici italiani degli ultimi cinquant’anni: dai vestiti ai gesti, dalle parole agli atti in pubblico. Come è ormai consuetudine, anche il teatro sarà protagonista del Festival assieme a Enzo Moscato, Luca Ronconi, Marco Paolini, Paolo Rumiz, Giulia Lazzarini e la musica con Mario Brunello che si addentrerà nel mistero delle Suites di Bach per violoncello solo. Dopo tante riflessioni, l’ultima parola, di aiuto e di speranza, la lasciamo allo sguardo poetico di Civitarese: «È chiaro che “usare i propri colori” è un invito che tutti potremmo accogliere. Fare attenzione ai quadri della vita emotiva e mentale che continuamente dipingiamo per noi stessi in forma di sogni, di sogni a occhi aperti e di sensazioni che ci sorpendono – riuscire ad afferrare qualcosa del loro significato “poetico” e a percepirne la straordinaria bellezza -, renderebbe più piena la nostra vita».

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cultura_e_Spettacoli/402547_il_sapere__la_chiave/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...