Recalcati: “Eugenio Gaburri. Un battitore libero della psicoanalisi”

di Massimo Recalcati, la Repubblica, 25 giugno 2013

Non sono in molti i nomi degli psicoanalisti italiani che hanno saputo fare avanzare la dottrina della psicoanalisi in modo originale e creativo. Franco Fornari e Elvio Fachinelli si distinguono probabilmente su tutti. Ma al loro fianco andrebbe inserito anche il nome di Eugenio Gaburri, scomparso all’età di 78 anni il 6 dicembre del 2012 a Milano, dopo una lunga malattia vissuta con grande dignità e coraggio. Medico-psichiatra, formatosi alla durezza del lavoro istituzionale a Varese negli anni Sessanta, svolse la sua formazione tra Milano e Ginevra e fu uno degli psicoanalisti italiani che maggiormente si entusiasmarono per il lavoro clinico coi gruppi. Battitore libero, insofferente alle teorizzazioni scolastiche della dottrina colpevoli di irrigidire i concetti separandoli dall’esperienza viva dell’analisi, fu uno dei più sensibili lettori di Wilfred Bion che contribuì, insieme a Francesco Corrao, Claudio Neri e Antonino Ferro, a far penetrare nella cultura psicoanalitica del nostro paese.

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