«Narro i ragazzi di oggi. Non sono tutto sesso moda e trasgressioni»

di Alessandra Milanese, ilgiornaledivicenza.it, 8 luglio 2013

La protagonista ha un nome dolce, Adele. Ma questa diciassettenne non è affatto mite. Vive in perenne conflitto con la madre e si chiude a riccio anche con conoscenti e compagni di scuola: nessun vero amico. Il nodo sta in un passato non risolto: la morte del padre, prestigioso clinico che Adele adorava. La sua scomparsa è avvolta nel mistero più assoluto. Un giorno d’estate la ragazzina incontra, per puro caso, in una latteria dove si sono rifugiati dall’acquazzone, un ragazzo, poco più grande di lei. Piano, piano, lui riesce ad abbattere le sue difese e a conquistarne la fiducia. Adele, ora con Lorenzo, così si chiama il ragazzo, scioglierà il mistero. In lei avverrà una maturazione, fino ad aprirsi al mondo. È la storia di Tutto il cielo possibile (Piemme, 204 pagine, 15 euro) scritto da Luigi Ballerini, psicanalista, con Benedetta Bonfiglioli, giovane traduttrice e insegnante d’inglese.
Ballerini, perché un romanzo per adolescenti?
Ne incontro molti nella professione, anche se quelli di analista e scrittore sono ruoli per me ben divisi. Però la psicanalisi fa capolino nella scrittura: sento curiosità per ogni particolare; non trovo niente di banale nella realtà e faccio mio ogni dettaglio. Stimo profondamente i giovanissimi: sono più profondi di quanto credano gli adulti. Desidero raccontare storie in cui i ragazzi vengano rappresentati come soggetti pensanti, non facili prede degli istinti.
Il romanzo l’avete firmato in due, eppure non si notano differenze stilistiche. Come avete fatto?
Non è stato facile, ma io e Benedetta Bonfiglioli siamo stati subito in sintonia per l’interesse e la stima che nutriamo per i ragazzi. Dapprima abbiamo delineato la trama, poi ci siamo divisi il lavoro: un capitolo a testa. La seconda parte del lavoro ha visto ciascuno rinunciare un po’ alla gelosia d’autore per la propria scrittura. Ma direi che è avvenuto tutto piuttosto naturalmente.
Questo titolo, Tutto il cielo possibile, e l’immagine di copertina, i visi dei due ragazzi che si sfiorano… Volevate fare il verso a Federico Moccia?
La parola cielo non è appaltata. Nel nostro romanzo, è un riferimento preciso: al momento in cui Adele capisce di essersi innamorata di Lorenzo e vorrebbe intorno a sé «tutto il cielo possibile». Nell’immagine di copertina, attenzione — guardi le bollicine! — i ragazzi sono sott’acqua. Si tratta di una metafora: l’acqua, che all’orizzonte marino si tocca con il cielo, dà un’idea di una sensazione atemporale, dei viaggi nel tempo durante i quali il loro rapporto cresce. Adele vive nell’adorazione del padre, che dà per morto, come tutti. Perché invece disprezza la madre? Lorenzo saprà dipanare il mistero. Adele, saputa la verità, cambierà profondamente: si attenuerà l’adorazione per il padre, che scoprirà esser stato un grande narciso. Cesserà la lotta con la madre, di cui Adele non aveva capito il valore: una donna che era stata sempre messa in ombra dal marito. Idealizzazione e disprezzo appariranno alla ragazzina come atteggiamenti da superare, ma per farlo avrà bisogno di un compagno di viaggio: Lorenzo.
Per risolvere il mistero del padre scomparso, nel romanzo si usa un espediente che non è nuovo: la macchina del tempo. La inventò nel 1895 Herbert George Wells per il suo libro e l’ha rispolverata Robert Zemeckis nel suo film Ritorno al futuro. Non è banale?
Mi piace moltissimo Ritorno al futuro, la possibilità di incontrare i propri genitori adolescenti… Forse è stata questa passione per il film a ispirarmi. Lo spostamento nel tempo è un espediente che ha la sua efficacia: permette di spiegare con facilità a un adolescente di oggi che quel mondo remoto, l’Italia dei loro genitori quando erano ragazzini, è però ancora vicinissimo. Non c’erano i cellulari e la mancia era mille lire, sì. Ma Adele scopre che sua mamma portava scarpe uguali a quelle che porta lei oggi. Come a dire: tutto scorre velocemente, ma qualcosa è presente anche adesso. Una parte riuscita del libro è, secondo me, quando Adele riesce a vivere in presa diretta il passato di sua madre.
Romanzo fantascientifico o sentimentale?
Direi un mix. Ci eravamo proposti un libro che fosse di facile lettura, ma intenso, che facesse pensare. Tratta argomenti spinosi: il rapporto difficile con i genitori e con la malattia. Quest’ultimo era stato il dramma del papà scomparso. Di fronte allo scoperta di avere una malattia degenerativa, teme di mostrarsi distrutto e perdente. Preferisce andarsene da trionfatore, da vincente, vivendo così nel ricordo. Inscena un incidente con sparizione del cadavere, e si rinchiude invece, in segreto, in una clinica svizzera, a patire fino alla morte, all’insaputa di tutti, lontano.
Cosa ne pensa del genere romanzesco «per giovani adulti»: la serie sui vampiri, poi quella sugli angeli caduti e l’ultima, proposta quest’estate, che fa esplicito riferimento al sesso?
Non ne penso un gran bene. Mi sembra che presentino ragazzi preda degli istinti, che non sanno pensare. I libri che seguono le mode rischiano di esasperare i conflitti, invece di proporre soluzioni. La maggior parte dei ragazzi, nella realtà, si comporta con prudenza; verifica se il compagno o la compagna va bene o no; si prende il tempo di aspettare che un rapporto cresca. Anche Adele si comporta così con Lorenzo, anzi dapprima diffida e si chiude a riccio davanti a questo bellone muscoloso. Il guaio è che i giovanissimi di oggi nei libri e nei film non vengono raccontati come sono davvero. Si tende a dare di loro un’immagine stereotipata, oppure a cercare l’effetto: legami d’amore perversi, sesso precoce… Bene: non è così. Per fortuna.

http://mobile.virgilio.it/micro/canali/search/dettaglio.jsp?nsid=40116717&ncid=00&qrs=bonfiglioli&ofsp_back=18&eng_back=3&cat_name=&fromhp=no

http://247.libero.it/rfocus/18307293/1/-narro-i-ragazzi-di-oggi-non-sono-tutto-sesso-moda-e-trasgressioni/

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