His Majesty the Baby

di Saranthis Thanopulos, il manifesto, 27 luglio 2013

In Introduzione al narcisismo Freud fa alcune considerazioni sulla tendenza dei genitori a rivivere nei loro figli il narcisismo della loro infanzia. Essi si comportano come se il destino del bambino non dovesse sottostare alle limitazioni che ha conosciuto il loro: «Malattia, morte, rinuncia al godimento, restrizioni imposte alla volontà personale non devono valere per lui, le leggi della natura al pari di quelle della società devono essere abrogate in suo favore, egli deve ridiventare il centro e il nocciolo del creato, quel His Majesty the Baby, che i genitori si sentivano un tempo». L’amore per il bambino «così commovente e in fondo così infantile», dice Freud, non è altro che l’antico narcisismo dei genitori travestito in amore oggettuale. Proiettandolo nei figli e nel futuro i genitori difendono il proprio narcisismo nel punto in cui è maggiormente vulnerabile: l’immortalità dell’Io. L’investimento narcisistico del bambino, che Freud coglie nei suoi aspetti essenziali, svolge due funzioni importanti: da una parte spinge i genitori a rinnovare attraverso i figli il loro legame con la vita in termini di speranza per l’avvenire e di impegno costruttivo nella società; dall’altra permette al bambino di crescere in un ambiente che favorisce la libertà del suo sviluppo (esaltando le sue innate qualità e i suoi desideri) e lo protegge da frustrazioni precoci che lo porterebbero più verso l’adattamento alle condizioni oggettive della sua esistenza che verso l’espressione creativa della sua soggettività. L’amore narcisistico nei confronti del bambino ha, tuttavia, un risvolto morboso molto insidioso: se il narcisismo dei genitori è stato gravemente ferito nella loro infanzia, l’amore narcisistico che essi rivolgono al figlio è altrettanto gravemente deformato. L’amore di sé, l’investimento libidico della propria esistenza che si espande come amore per il mondo circostante e per le persone che lo abitano, diventa un sentimento rigido che si attacca a oggetti ideali dal carattere magico, tanto importanti sul piano della consolazione quanto morti sul piano di una reale relazione di desiderio. Il bambino è amato come oggetto ideale, consolatorio da parte dei genitori e deve compiacere le loro aspettative irreali pervertendo la propria ragione d’essere. L’amore parentale narcisistico per il bambino si diffonde nella società: tutti partecipano a questa «luna di miele» nei confronti dei nuovi arrivati, in special mondo se sono figli di parenti, di amici stretti, di vicini, degli attori o dei cantanti preferiti e, perché no, anche se sono figli privilegiati di un re. Tuttavia l’eccesso di attenzione nei confronti del neonato principe inglese, in un momento in cui il futuro dei bambini e dei giovani appare nero, segnala uno stato d’animo collettivo vischioso e preoccupante: lo spostamento dalla ricerca di soluzioni adeguate ai mali che ci affiggono all’attesa messianica di risposte tanto rassicuranti quanto improbabili. Per una volta l’interesse di un bambino “nato con la camicia” e quello dei diseredati coincidono. Per il bene di tutti che si lasci in pace il royal baby a crescere in modo sano, nella pienezza del suo diritto, senza proiettargli addosso le attese dell’umanità.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...