Scrittori: è morta Sibylle Lacan, autrice memorie su padre psicanalista

di Redazione, liberoquotidiano.it, 11 novembre 2013

(Adnkronos) –  La scrittrice francese Sibylle Lacan, seconda figlia del primo matrimonio dello psicoanalista Jacques Lacan (1901-81) con Marie Louise Blondin (1906-83), è morta venerdì notte nella sua casa di Parigi all’età di 72 anni. Nata il 26 novembre 1940, traduttrice dallo spagnolo, dall’inglese e dal russo, Sibylle Lacan conobbe una certa notorietà nel 1994 pubblicando Un padre (Gallimard), libro di dolorose memorie familiari tradotto in una quindicina di lingue (in italiano è apparso dalla casa editrice Le Lettere). Non è un romanzo e non è un’autobiografia, ma un puzzle: un padre e una figlia, i loro gesti che si compongono e si scompongono; un rebus di amore e memoria, risentimento e passione. “Parlare del padre che Jacques Lacan fu per me, non dell’uomo in generale, e men che meno dello psicanalista”, confidò la figlia a proposito dell’obiettivo della sua scrittura, rivelando: “Ho odiato mio padre per parecchi anni”, per aver abbandonato la mamma poco dopo la sua nascita. Nel 2000 ha pubblicato Points de suspension (Gallimard), questa volta dedicato alla madre. Dieci anni dopo la morte del padre, Sibylle decise di vendere all’asta il famoso divano psicanalitico di suo padre, spiegando la sua decisione con queste parole: “Per me mio padre non sta negli oggetti. Quel che conta, e lo conservo con me, sono i miei ricordi”. Con l’asta del divano e di un’altra cinquantina di cimeli del padre, la figlia incassò una somma pari a circa 80.000 euro odierne.

Sibylle Lacan è rimasta estranea nelle aule di giustizia al processo che ha opposto la sorellastra Judith Miller (figlia della seconda moglie dello psicoanalista) alla biografia di Jacques Lacan, Elisabeth Roudinesco, tra il 2010 e il 2011. Due anni fa Roudinesco è stata condannata per diffamazione dal Tribunale di Parigi per il suo libro Lacan, envers et contre tout, in cui sostiene che non siano state rispettate le ultime volontà di Lacan in merito alle sue esequie, scrivendo: “Lacan è stato seppellito senza cerimonia e nell’intimità nel cimitero di Guitrancourt, benché avesse espresso il desiderio di trascorrere gli ultimi giorni della sua vita in Italia, a Roma o a Venezia, e avesse voluto dei funerali cattolici”. Con una dichiarazione alla stampa Sibylle di fatto confermò la tesi di Roudinesco: “Mio padre è stato sepolto senza che mio fratello Thibault e io fossimo consultati. Abito a Montparnasse, conosco molti psicanalisti, tra i quali vecchi collaboratori di mio padre che avrebbero tanto voluto assistere alle esequie”.

http://www.liberoquotidiano.it/news/cultura/1348295/Scrittori–e–morta-Sibylle-Lacan–autrice-memorie-su-padre-psicanalista.html

http://www.liberoquotidiano.it/news/1348314/Scrittori-e–morta-Sibylle-Lacan-autrice-memorie-su-padre-psicanalista-2.html

http://www.lemonde.fr/disparitions/article/2013/11/09/mort-de-l-ecrivaine-sibylle-lacan_3511291_3382.html

Vedi anche:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/09/10/ti-odio-papa-lacan.html

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