Recalcati: “Omosessualità, chi ha paura di un libro a scuola”

di Massimo Recalcati, la Repubblica, 30 aprile 2014

Quelli della mia generazione si ricorderanno forse improbabili corsi di educazione della sessualità di tipo botanico. Uno strano “esperto della materia” mostrava dei semi sulla cattedra e le loro possibili combinazioni da cui sarebbero scaturiti i caratteri del nuovo nato. I corpi sessuali in carne ed ossa restavano coperti e solo enigmaticamente allusi. Erano anni dove la censura morale prevaleva ottusamente provando ad esorcizzare il demone del sesso. Era l’Italia cattolico-fascista che dopo la contestazione del ’68 avrebbe però ben presto lasciato il posto ad un altro padrone. Questo nuovo padrone – quello che Pasolini denominava negli anni Settanta “nuovo fascismo” – non agirà più in nome della censura ma offrirà una immagine della libertà senza limiti. Il suo imperativo non risponderà più alla logica del dovere e del sacrificio ma a quella di un godimento senza argini. Nel nostro ultimo ventennio questa rappresentazione della libertà troverà la sua enfatizzazione più radicale e, al tempo stesso, più fatua. E’ una constatazione banale: basta girare in un qualunque aeroporto italiano per trovarsi davanti agli occhi corpi di donne seminude e ammiccanti a promuovere prodotti coi quali non hanno alcuna relazione di senso. La discreta solitudine dei semi sulla cattedra ha lasciato il posto ad una  proliferazione di immagini sessuali o a sfondo sessuale che hanno ormai invaso la nostra vita più ordinaria. Ecco perché la denuncia nei confronti di alcuni professori del Liceo Giulio Cesare di Roma che avevano proposto ai loro allievi un percorso di letture su temi di attualità, tra cui quella della differenza di genere, non può non colpire. Non l’opportunità dell’iniziativa di quei docenti – ai miei occhi totalmente legittima -, ma proprio l’atto che la vuole denunciare come “pornografica”.  Il nuovo fascismo sembra qui lasciare il suo passo ad un ritorno del vecchio. L’ideale di una sessualità anatomicamente e naturalmente eterosessuale, una educazione morale rigidamente normativa accompagnata dall’omofobia e dall’esaltazione della virilità, sono stati invocati contro i professori degeneri. Grave errore di giudizio. Come non vedere che se c’è una salvezza dallo scempio iperedonista che ogni giorno ci invade facendo dei corpi erotici carne da macello, se c’è una salvezza dalla violenza che scaturisce da una rappresentazione tutta fallica della sessualità, essa non è nel ritorno ad un Ordine giustamente defunto, ma proprio nel libro, nella lettura,  nella vita della Scuola. E’ attraverso, il libro, la lettura, la Scuola che si gioca infatti la vera prevenzione ai rischi della barbarie e della dissipazione in un godimento senza soddisfazione. Il libro incriminato non è un libro pornografico, ma un libro che racconta la storia di una formazione e di una filiazione. Un libro di letteratura non è mai pornografico, ma, casomai, erotico nel senso che anima il desiderio di sapere. Resta sullo sfondo la vera questione: come si può parlare a Scuola di sessualità senza ricorrere alla tristezza dei semi sulla cattedra e al suo moralismo implicito, ma senza nemmeno – come accade oggi – ridurre tutto all’altrettanto arida descrizione senza veli della spiegazione scientifica di come, per esempio, funzionano gli organi genitali. L’educazione alla sessualità dovrebbe preservare sempre il velo del mistero. Cosa di meglio allora della letteratura e della poesia? La sessualità senza amore ha il fiato corto sia essa cosiddetta omosessuale o eterosessuale. Quando invece l’amore feconda il sesso non c’è mai gesto erotico che rischi l’oscenità. Sia esso cosiddetto omosessuale o eterosessuale.

Qui presente col titolo La sessualità senza amore ha il fiato corto:

http://www.psychiatryonline.it/node/4969

Vedi anche l’intervento dell’autore a Che tempo che fa

https://rassegnaflp.wordpress.com/2014/05/05/recalcati-a-che-tempo-che-fa-3/

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4 thoughts on “Recalcati: “Omosessualità, chi ha paura di un libro a scuola”

  1. Ester de Miro ha detto:

    Malgrado io sia ampiamente circondata da amici omosessuali – o forse proprio per questo – non posso far a meno di avvertire nel dilagare del fenomeno un sostanziale rifiuto delle donne da parte degli uomini che costruiscono un loro mondo a parte tentando di usurpare persino la funzione materna tramite le nuove tecniche di fecondazione artificiale. Non credo si possa soprassedere a questa constatazione.

  2. stellacorsara ha detto:

    L’ha ribloggato su stellacorsarae ha commentato:
    “La sessualità senza amore ha il fiato corto”

  3. Paolo ha detto:

    d’accordo con l’articolo. ricordo che la virilità può appartenere agli etero come ai gay.Quanto al “fallo” è un elemento della sessualità, non l’unico e non è malvagio nè patriarcale di per sè, esiste. Sono d’accordo che la censura contro il romanzo della mazzucco è ridicola

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