Egidi Morpurgo: “Nei panni del replicante”

di Valeria Egidi Morpurgo, ilsole24ore.com, 29 giugno 2014

Rick Deckard, l’esaminatore, sottopone la diciannovenne Rachael a un test concepito per provocare una reazione emotiva: «La mia valigetta, disse Rick, Bella, no? … Pelle di bambino… Carezzò il rivestimento nero della valigetta… Cento per cento pura pelle umana… di bambino. Vide i due indicatori dei quadranti agitarsi freneticamente. Ma si erano mossi dopo una pausa» (Philip Dick, Ma gli androidi sognano pecore elettriche? 1968). Rick spiega l’esitazione della ragazza con l’assenza di quella “facoltà empatica”, che fa provare a un soggetto gli stessi sentimenti dell’altro, sia che si tratti di gioia, sia di dolore. L’empatia richiede «un istinto di gruppo integro», e perciò i predatori solitari ne sono privi. Se un predatore fosse in contatto con i sentimenti della sua preda, come potrebbe continuare la caccia? Questa definizione di empatia è quella del senso comune: indica la propensione a mettersi nei panni altrui e assume spesso una sfumatura di sentimentalismo.

Vai al link per continuare:

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-06-29/nei-panni-replicante-081451.shtml?uuid=

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...