Zoja: “Vincere la paura per essere liberi”

Brodsky ha scritto: «Un uomo libero, quando è sconfitto, non dà la colpa a nessuno»

di Luigi Zoja, corriere.it, 13 settembre 2014

Anticipiamo il testo che lo psicanalista Luigi Zoja leggerà alla manifestazione «Jewish and the City», il 14/9, alle 20.30 al Teatro Franco Parenti, nell’incontro dal titolo «Da quale schiavitù dobbiamo liberarci?» Info: jewishandthecity.it

La sola libertà esterna appartiene a un’epoca pre-psicologica. A partire da Freud, il pensiero non può più fare a meno della dimensione psichica, e in generale interiore: tanto meno in una manifestazione dedicata alla cultura ebraica. La cultura ebraica mitteleuropea dell’inizio millenovecento – ricostruita soprattutto da Hobsbawm – è l’aiuola profonda in cui la psicoanalisi affonda la sua radice e permette all’Europa di sopravvivere all’assurdo del secolo XX, approdando ferita ma umana al successivo.

Lo sguardo rivolto all’interno impregna le descrizioni profonde dell’uomodurante quello che è stato anche chiamato «The Jewish Century». Malgrado i cataclismi che ribaltano il secolo, nei suoi paradigmi letterari l’uomo lotta per la libertà interiore più che per quelle esterne. È così in tedesco con Kafka, in francese con Proust, in italiano con Svevo, in inglese con Joyce (l’unico non ebreo). La libertà esterna è quella che ci attendiamo dalla società, dalle sue leggi e dai suoi governi. Prendiamo un esempio. Ben più dell’Italia, i Paesi Bassi hanno tradizioni di libertà e tolleranza entrate da secoli nel costume. Oggi nuovi movimenti di estrema destra torcono queste qualità in direzione opposta. Vogliono spostare l’ago della bilancia facendo più uso della libertà (esterna). Criticano quelli che considerano eccessi di tolleranza e ricorrono alle forme estreme della libertà di espressione garantita dalla legge, fino a ieri non usate proprio per tradizione democratica: si prendono la libertà di offendere. Rigettano il multiculturalismo, insultano le minoranze, pretendono strillando il primato degli olandesi. Se ci fermiamo al solo versante esterno delle libertà, rischiamo di accumulare rivendicazioni che difficilmente verranno tutte soddisfatte e ci renderanno acidi, negativi, persecutorii.

Per continuare:

http://www.corriere.it/cultura/14_settembre_13/vincere-paura-essere-liberi-e5445528-3b5f-11e4-9b9b-3ef80c141cfc.shtml

 

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