Thanopulos: “La fanciulla in fiore”

di Sarantis Thanopulos, ilmanifesto.info, 7 novembre 2014

In un’intervista a «New Tele­graph», John Gri­sham, noto scrit­tore di gialli, ha par­lato dell’estensione impro­pria del reato di pedo­fi­lia creando scan­dalo. Gri­sham, oppo­si­tore della pena di morte e della pri­gione di Guan­ta­namo, ha citato, cri­ti­cando il “car­cere facile”, il caso di un cit­ta­dino cana­dese che una decina di anni fa ha guar­dato al com­pu­ter di casa sua un fil­mato ero­tico la cui pro­ta­go­ni­sta aveva 16 anni. Per sua sfor­tuna è incap­pato in un’indagine con­tro la por­no­gra­fia infan­tile ed è stato con­dan­nato a tre anni di prigione.

Che lo sguardo ero­tico di un adulto nei con­fronti di un corpo ado­le­scen­ziale venga con­fuso con la pedo­fi­lia è pre­oc­cu­pante. Tra l’infanzia e l’adolescenza c’è una dif­fe­renza fon­da­men­tale: lo svi­luppo ses­suale. Il corpo nell’adolescenza è com­piu­ta­mente ero­tico, in grado di spe­ri­men­tare un pia­cere ses­suale pro­fondo, orga­smico. La dif­fi­coltà dell’adolescente è la gestione di que­sto corpo che prima che si acqui­si­sca una certa espe­rienza le/gli appare fami­liare e, al tempo stesso, estra­neo: un cavallo dif­fi­cile da domare e sem­pre sul punto di disarcionarlo/a se cerca di caval­carlo. La gestione è ulte­rior­mente com­pli­cata dal fatto che la defi­ni­zione ero­tica del pro­prio corpo rende ine­lu­di­bile l’enigma del corpo dell’altro (in primo luogo del corpo dell’altro sesso). Nella per­ce­zione dell’adolescente, il corpo dell’altro estende il pro­prio campo di espe­rienza ma gli mostra anche la pro­pria incom­ple­tezza e, men­tre lo attrae, lo inter­roga sui suoi limiti.

Il fan­ta­sma che domina lo spa­zio ero­tico dell’adolescenza è, per entrambi i sessi, il fan­ta­sma della madre vir­gi­nale, la madre non ancora “sposa”. Que­sta madre incon­trata nella pri­mis­sima infan­zia come oggetto di desi­de­rio a sé stante, la si ritrova, mediante iden­ti­fi­ca­zione, nell’adolescenza come donna acerba, «fan­ciulla in fiore» pronta a sboc­ciare ma ancora can­dida. Nella sua figura con­ver­gono le due ten­denze in con­flitto negli ado­le­scenti: lo schiu­dersi ero­tico alla vita e il ritrarsi nell’ideale andro­gino di un’eterna purezza efebica.

La madre efe­bica, sospesa tra la bam­bina e la donna, è la figura attorno alla quale gli ado­le­scenti di entrambi i sessi orga­niz­zano le loro fan­ta­sie d’iniziazione: l’anticipazione dell’esperienza matura attra­verso l’incontro con un corpo adulto con cui ci si iden­ti­fica. Que­sto incon­tro se da una parte è desi­de­rato, per­ché l’inesperienza rende il pro­prio corpo desi­de­rante fru­strante, dall’altra è temuto per­ché è vis­suto come cor­ru­zione di uno stato di gra­zia, un fio­rire effi­mero che non si rige­nera. Le fan­ta­sie di ini­zia­zione sfo­ciano in un gioco di sedu­zione che men­tre si immerge nel bri­vido dell’imprevisto diviene, con­tem­po­ra­nea­mente, una sfida «sapiente», l’arte di uscire dall’ascolto delle Sirene incolumi.

L’incontro ero­tico tra un adulto e un ado­le­scente è una scena di iniziazione/seduzione in cui i ruoli del sedut­tore e del sedotto si scam­biano. S’incontrano di fatto due ado­le­scenze: l’adolescente che si pro­ietta nella vita adulta, iden­ti­fi­can­dosi con ciò che ancora non è, e l’adulto che ritorna nell’adolescenza per affron­tare i suoi irri­solti pro­blemi di tran­si­zione con quel senno di poi che in realtà non ha. Uno viag­gia nel futuro alla ricerca del sapere, l’altro torna nel pas­sato pen­san­dosi sapiente. Restano nell’eccitazione dell’incertezza tra lo sboc­ciare e il rin­chiu­dersi del loro desiderio.

L’equiparazione di que­sto sostare nell’ambiguità di una ver­gi­nità ero­tica con la vio­lenza ses­suale su un bam­bino risolve il con­flitto in una dire­zione regres­siva: che la madre (la vita) resti per sem­pre una fan­ciulla divina avulsa dal matrimonio.

http://ilmanifesto.info/la-fanciulla-in-fiore/

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