Chi è Anna Freud?

Anna Freud, il Google doodle per celebrare la figlia di Sigmund

Nata il 3 dicembre di 119 anni fa, è passata alla storia per aver studiato e sviluppato i meccanismi di difesa dell’Io e la mente dei bambini
di Maurizio Di Fazio, ilfattoqutidiano.com, 3 dicembre 2014

Il doodle di mercoledì 3 dicembre parte dalla stilizzazione grafica del cervello di un bambino sorridente. Google ricorda infatti Anna Freud, figlia di Sigmund e psicanalista come il padre, nata a Vienna il 3 dicembre di 119 anni fa. Più tardi Anna si trasferì a Londra. Non si laureò mai. E’ passata alla storia per aver studiato e sviluppato i meccanismi di difesa dell’Io, e lo sconfinato universo della psicanalisi infantile: per lei, la matrice del ritardo fisico e psichico dei bambini era da ricondurre a un deficit di relazione stabile con la madre. Il pensiero e la ricerca di Anna ebbero molta eco. Celebri le sue battaglie teoriche ed epistemologiche con la collega Melanie Klein, che caldeggiava, contrariandola fortemente, la liceità di trattamenti psicanalitici già in tenerissima età, “prima del linguaggio”.

Quando Anna venne al mondo, suo padre aveva appena dato alle stampe le sue formidabili intuizioni sul significato dei sogni e le misteriose dinamiche dell’inconscio. Era l’ultima di sei figli. La madre non la allattò e Sigmund avrebbe voluto un figlio. Ma divenne presto la sua preferita. Fu verso il crepuscolo della Grande Guerra che Anna cominciò ad accusare disturbi nevrotici: così nel 1918, mentre gli ultimi baluardi fisici e spirituali dell’impero austro-ungarico crollavano, entrò in terapia col padre. Sei sere la settimana per quattro anni.

Nel 1923 Anna prese a trattare in maniera scientifica di psicoanalisi infantile e nel 1927 uscì il suo libro “Introduzione alla tecnica della psicoanalisi infantile”. Nel 1936 arrivò la pubblicazione dell’altro suo caposaldo, “L’Io e i meccanismi di difesa”: il nostro Io adotta una serie di escamotage inconsci per fare da scudo all’angoscia. Lo teorizzò già Sigmund, ma sua figlia implementò la gamma dei meccanismi difensivi, parlando tra l’altro di identificazione con l’aggressore, altruismo, ascetismo, intellettualizzazione. Insieme all’amica Dorothy Burlington si prese cura di un asilo per i bambini poveri di Vienna. Ma nel 1938 arrivarono i nazisti e la famiglia Freud, ebraica, si rifugiò a Londra. L’anno dopo Sigmund morì. Successivamente Anna si dedicò ai ritardi dell’età evolutiva e alla violenza domestica sui minori. Per lei vari tour di conferenze negli States, altri libri di successo e riconoscimenti per il suo lavoro. Morì nel 1982, a 86 anni, sulle sponde del Tamigi.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/03/google-doodle-per-anna-freud-gli-studi-sulle-psiche-infantile-figlia-sigmund/1247819/

Chi è Anna Freud, fondatrice della psicoanalisi infantile

Figlia di Sigmund Freud, lavorò soprattutto a Londra, dove si dedicò a bambini orfani e svantaggiati. Oggi avrebbe 119 anni, e a lei è dedicato un doodle

di Gianluca Dotti, wired.it, 3 dicembre 2014

Anna Freud e Sigmund Freud (Foto: Keystone/Getty Images)

Anna Freud, figlia di Sigmund Freud e celebre psicanalista, nacque a Vienna il 3 dicembre 1895. Oggi sarebbe il suo 119esimo compleanno, e Google ha scelto di celebrarla con un doodle dedicato alla psicologia infantile, di cui la Freud fu una grande studiosa.

Sesta e ultima figlia di Sigmund e della moglie Martha, Anna Freud cominciò già a 13 anni a interessarsi al lavoro del padre, iniziando a partecipare alle sue discussioni settimanali sulle analisi psicoanalitiche. Dopo aver intrapreso da giovanissima una carriera da insegnante, la abbandonò ben presto per problemi di salute legati a una nevrosi e poi, negli anni subito dopo la prima guerra mondiale, iniziò a seguire seriamente le orme del padre (al contrario dei fratelli) e nel 1922 divenne direttrice dell’istituto viennese che si occupava di formazione psicoanalitica.

Dopo che la famiglia Freud fu costretta a fuggire dall’Austria di fronte alla crescente persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti, Anna si stabilì a Londra e continuò il suo lavoro mentre si occupava del padre, gravemente malato di cancro alla mascella.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Anna Freud aprì la Hampstead War Nursery per i bambini che avevano perso la casa e spesso erano anche rimasti orfani a causa del conflitto. A lei è attribuita l’idea di allungare la durata delle visite ai giovani pazienti, oltre che l’utilizzo di schermi e telecamere nella aule dei tribunali per rendere l’ambiente più accomodante per i bambini chiamati a intervenire in un processo. Le sue ricerche sull’impatto dello stress e della separazione dei bambini dai propri genitori furono pubblicate, anche sulla base dell’esperienza della nursery, insieme alla collega e amica Dorothy Burlingham.

Il doodle scelto da Google, in particolare, è un’interpretazione giocosa dell’eredità psicoanalitica di Freud, in cui le forme multicolori concentrate nella testa di un bambino vogliono probabilmente rappresentare la complessità del lavoro della Freud sui meccanismi mentali che condizionano la psiche dei giovani pazienti, e di conseguenza anche la loro crescita psicologica e fisica. Già durante i suoi studi iniziali, la Freud capì come i primi anni di vita del bambino siano fondamentali per il successivo sviluppo mentale, e iniziò a sostenere l’idea pionieristica che i bambini debbano essere osservati con attenzione dagli adulti e compresi nel loro punto di vista già durante l’infanzia.

Dopo la chiusura della nursery, nel 1952 la Freud fondò l’istituito Hampstead Child Therapy Course. Negli stessi anni continuò la sua attività di scrittura, pubblicando nel 1965 uno scritto su normalità e patologia infantile, che doveva servire come modello per il lavoro che la impegnò per tutta l’ultima parte della sua vita. Nel 1970 Anna Freud sviluppò un interesse per l’analisi dei bambini svantaggiati emotivamente e privati degli affetti, mettendo in relazione la loro condizione disagiata con i ritardi nello sviluppo. Contemporaneamente continuò a lavorare come direttore del proprio istituto fino alla morte,  avvenuta a Londra nel mese di ottobre del 1982 all’età di 86 anni. Subito dopo la sua scomparsa, l’Hampstead Child Therapy Course fu ribattezzato in suo onore come Anna Freud Centre.

http://www.wired.it/scienza/medicina/2014/12/03/anna-freud-psicoanalisi-infantile/

Anna Freud, psicanalista dell’infanzia

Studiò soprattutto i meccanismi di difesa dell’Io: nacque a Vienna 119 anni fa, era la figlia di Sigmund Freud

Anna Feud

di Redazione, ilpost.it, 3 dicembre 2014

La psicanalista austriaca naturalizzata britannica Anna Freud nacque a Vienna il 3 dicembre del 1895 – 119 anni fa – e morì a Londra nel 1982. Era figlia di Sigmund Freud, e studiò soprattutto i meccanismi di difesa dell’Io (già intuiti dal padre) e la psicoanalisi infantile individuando la principale causa del ritardo dello sviluppo psichico e fisico dei bambini nella mancanza di una relazione stabile con la madre. Anna Freud è conosciuta anche per gli scontri teorici che ebbe con la collega Melanie Klein alla quale contestava che si potessero svolgere trattamenti psicoanalitici su bambini e bambine in età troppo precoce, ed ebbe molto successo soprattutto negli Stati Uniti.

Anna Freud e il padre
Anna Freud nacque nel 1895, nel momento in cui il padre rendeva pubbliche le sue interpretazioni sul significato dei sogni e sulle dinamiche dell’inconscio. Era l’ultima di sei figli, la terza femmina, e disse più tardi – come riporta Silvia Vegetti Finzi nel suo libro “Psicoanalisi al femminile” – che non sarebbe venuta al mondo se i suoi genitori avessero avuto a disposizione un valido strumento di contraccezione. La madre si rifiutò di allattarla e il padre si aspettava la nascita di un maschio: aveva infatti già scelto il nome di Wilhelm (per ricordare un suo celebre interlocutore epistolare, Wilhelm Fliess). Nel corso degli anni però, Anna divenne la figlia preferita e in diverse lettere Sigmund Freud confessò di avere da lei una specie di dipendenza fisica, “come dai suoi sigari”.

Anna Freud prese il diploma magistrale al Cottage Lyceum di Vienna nel 1912 e nel 1914 decise di andare in Inghilterra per migliorare il suo inglese. Mentre si trovava lì, scoppiò la prima guerra mondiale e dovette tornare a Vienna dove iniziò a insegnare. Fu in quegli anni che il legame con il padre si rafforzò. Non aveva ancora vent’anni e manifestava un forte interesse per la psicoanalisi, e soffriva di vari disturbi nevrotici (depressione, insonni, idee ossessive). Dal 1918, iniziò quindi la terapia con il padre, sei sere la settimana per circa quattro anni.

Tuttavia, dopo qualche anno dalla fine della cura, lei stessa confessò in una lettera a Lou Andreas-Salomé (allieva del padre), che i suoi problemi non erano stati risolti. Non ci sono documenti che raccontino direttamente l’analisi di Anna Freud, ma qualche notizia la si può ricavare dai primi scritti della donna: in particolare, in “Fantasie di percosse e sogni ad occhi aperti” del 1922 dove uno dei sei bambini di cui parla è lei stessa. Anna Freud racconta del desiderio d’amore di questi bambini per il padre e di come i sensi di colpa trasformino i desideri in fantasie masochistiche.

La psicoanalisi infantile e la “scoperta” del’Io
Nel 1923 (il periodo in cui a Sigmund Freud venne diagnosticato un cancro alla mascella), Anna Freud cominciò ad occuparsi in modo sistematico di psicoanalisi infantile e due anni dopo tenne un seminario all’Istituto di Formazione Psicoanalitica di Vienna sulle tecniche psicoanalitiche da applicare ai bambini. Nel 1927 pubblicò il libro “Introduzione alla tecnica della psicoanalisi infantile” e fino al 1934 fu Segretario Generale della Società Psicoanalitica Internazionale.

Nel 1935 divenne direttore dell’Istituto di Formazione Psicoanalitica di Vienna e l’anno dopo pubblicò “L’Io ed i meccanismi di difesa”, una delle sue opere più celebri dedicate a tutte quelle operazioni (soprattutto inconsce) con le quali l’Io si protegge dall’angoscia. Ai meccanismi di difesa già individuati da Sigmund Freud (rimozione, regressione, isolamento, identificazione e proiezione, tra gli altri), Anna aggiunse l’identificazione con l’aggressore (processo attraverso il quale si allontana una paura assumendo le caratteristiche dell’oggetto temuto), l’altruismo (combinazione di proiezione e identificazione che consiste, semplificando, nel vivere attraverso un’altra persona), l’ascetismo e l’intellettualizzazione (difese tipiche dello stadio di sviluppo dell’adolescenza che consistono nell’allontanamento dalla sessualità e nella pratica di attività intellettuali come rifugio per esercitare un controllo sulle proprie pulsioni e affetti).

Anna Freud ebbe anche il merito di mettere in evidenza l’importanza dell’Io, che era stato fino a quel momento piuttosto trascurato a favore dell’inconscio. Per Anna Freud la psicoanalisi deve occuparsi dell’individuo e del modo in cui l’individuo si relaziona con la realtà del mondo esterno da una parte e con i conflitti che si scatenano tra le spinte pulsionali e aggressive dell’Es e le forze di controllo del Super-io dall’altra. Lo studio dell’Es, secondo Anna Freud, è solo un mezzo per raggiungere un fine e il fine è quello, appunto, di eliminare i disturbi dell’Io.

Anna Freud e Melanie Klein
Negli anni Trenta Anna Freud e la sua amica Dorothy Burlington (circolavano molti pettegolezzi su una loro presunta relazione omosessuale) decisero di occuparsi di un asilo per i bambini poveri di Vienna e fu per loro un luogo privilegiato da cui osservare il comportamento infantile. Dopo poco però, nel 1938, a Vienna arrivarono i nazisti e la famiglia Freud si trasferì a Londra. Nel settembre del 1939 scoppiò la Seconda guerra mondiale e, dopo poche settimane, Sigmund Freud morì. In quegli anni Anna Freud scrisse tre libri: “Bambini al tempo della guerra” (1942), “Bambini senza famiglia” (1943) e “Guerra e Bambini” (1943). E fondò un asilo per bambini che poi trasformò in un istituto di diagnosi, ricovero e cura infantile con corsi di formazione per operatori e psicoanalisti dell’età infantile: la Hampstead Child Therapy Course of Clinic.

A Londra c’era un’altra psicoanalista che si occupava di analisi infantile, Melanie Klein, con la quale Anna Freud ebbe molte divergenze teoriche, cliniche e tecniche: Anna Freud sosteneva che si potesse lavorare con il bambino nel momento in cui aveva acquisito il linguaggio, Melanie Klein riteneva invece che la terapia potesse cominciare anche prima attraverso la tecnica del gioco. Non solo: Klein si confrontò con le più gravi patologie psicotiche, mentre Freud si dedicò soprattutto ai “bambini normali” e alle linee del loro sviluppo e della loro crescita. All’interno della Società psicoanalitica britannica il problema fu risolto creando corsi di formazione paralleli, secondo le due diverse teorie.

A partire dagli anni Cinquanta viaggiò molto negli Stati Uniti dove insegnò e tenne conferenze. Negli anni successivi studiò i ritardi dell’età evolutiva e la violenza domestica sui minori. Nel 1973 pubblicò il libro “Problemi di tecnica e terapia psicoanalitica”. Non era laureata, ma ricevette molti riconoscimenti honoris causa l’ultimo dei quali nel 1980 ad Harvard. Nel 1973 divenne anche presidente onorario della Società Psicoanalitica Internazionale. Anna Freud morì a 86 anni, nel 1982: era da tempo inferma e costretta su una sedia a rotelle.

Per vedere le immagini di Anna Freud:

http://www.ilpost.it/2014/12/03/anna-freud/

Internet: doodle per Anna Freud, madre della ‘psicologia dell’Io’

di Redazione, agi.it, 3 dicembre 2014

Il profilo di un bambino e l’interno della sua mente, coloratissima, è la chiave per interpretare il doodle che Google dedica oggi ad Anna Freud, figlia del celebre Sigmund, di cui ricorre il 119esimo anniversario della nascita. Il logo della home page del motore di ricerca è disegnato con poligoni colorati che potrebbero richiamare a una mappa astratta della psiche dei bambini, cosi’ diversa da quella degli adulti. Non a caso l’esperta di psicoanalisi infantile Anna Freud fu la prima a identificarne le differenze salienti tra i disturbi dei ‘grandi’ e quelli dei bambini, che richiedevano un diverso approccio e un diverso metodo di valutazione. La studiosa scrisse sull’argomento moltissimi studi e articoli indicando ad esempio nell’assenza di un rapporto con la madre una causa di ritardo dello sviluppo psichico del bambino. Inoltre fu caposcuola della scuola psicoanalitica detta di “Psicologia dell’Io”, che ebbe molta fortuna negli Stati Uniti. Anna Freud contribuì in particolare a concettualizzare e sistematizzare il funzionamento dei meccanismi di difesa dell’Io, inizialmente intuiti da Sigmund Freud, aggiungendone altri alla teorizzazione paterna. Aggiunse anche che l’identificazione con l’aggressore e’ una forma di altruismo, poiché crea un’interazione tra l’individuo e un altro nel suo mondo. L’infanzia di Anna non fu certo facile, soprattutto per la distanza affettiva dalla madre e il difficile rapporto con fratelli e sorelle. Non ancora ventenne manifesto’ un forte interesse per la psicoanalisi, mentre soffriva di depressione, insonnia e idee ossessive. Dal 1918 iniziò quindi la terapia con il padre, sei sere la settimana per quattro anni. Tuttavia, dopo qualche anno dalla fine della cura, lei stessa confessò in una lettera a un’allieva del padre che i suoi problemi non erano stati risolti. Nel 1923 Anna Freud iniziò a occuparsi in modo sistematico di psicoanalisi infantile e due anni dopo tenne un seminario all’Istituto di Formazione Psicoanalitica di Vienna sulle tecniche psicoanalitiche da applicare ai bambini.
Nel 1927 pubblicò il libro ‘Introduzione alla tecnica della psicoanalisi infantile’ e fino al 1934 fu segretario generale della Societa’ Psicoanalitica Internazionale. Quindi divenne direttore dell’Istituto di Formazione Psicoanalitica di Vienna e nel 1936 pubblicò ‘L’Io e i meccanismi di difesa’, una delle sue opere piu’ celebri dedicate a tutte quelle operazioni con le quali l’Io si protegge dall’angoscia. Suo fu il merito di mettere in evidenza l’importanza dell’Io, fino a quel momento piuttosto trascurato a favore dell’inconscio. A partire dagli anni Cinquanta viaggiò molto negli Stati Uniti dove insegno’ e tenne conferenze. Negli anni successivi studio’ i ritardi dell’età evolutiva e la violenza domestica sui minori. Anna Freud morì a 86 anni, nel 1982.

http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/internet_doodle_per_anna_freud_madre_della_psicologia_dell_io-201412031051-eco-rt10041

Chi è Anna Freud?

Anne Freud, l’ultima figlia di Sigmund Freud, seguì le orme paterne e gettò le basi della psicoanalisi infantile. Oggi Google ne celebra il 119 anniversario della nascita (era nata a Vienna proprio il 3 dicembre 1895).

di Redazione, focus.it, 3 dicembre 2014

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Anna Freud alla scrivania intorno agli anni ’20 del Novecento (Corbis)

Anna Freud non è nota soltanto per essere la figlia di Sigmund Freud, il padre della psicanalisi moderna. A differenza di molti figli di papà, era anch’essa una psicoanalista di grande levatura a prescindere dai meriti dell’augusto genitore.

Nata a Vienna il 3 dicembre 1895 (è dunque è per questo che Google oggi la celebra con un doodle), divenne in seguito di nazionalità inglese, quando seguì il padre a Londra nel 1938 dopo l’invasione nazista dell’Austria e la conseguente persecuzione degli Ebrei.

Annina, come era soprannominata, era l’ultima e indesiderata figlia di Sigmund. Era bruttina (lo racconta lei stessa), non molto alta, con le spalle curve e “consapevole di non essere sufficientemente femminile o attraente come donna”, riteneva di essere stata trascurata dai genitori: le era stato dato un nome insignificante e banale, era stata allattata artificialmente, lasciata a casa durante le ferie, le si preferivano le sorelle.

Anna Freud con il padre Sigmund.

Dopo aver insegnato alle elementari per qualche anno decise di  seguire le orme paterne e di dedicarsi alla psicoanalisi. Nel 1922 venne accettata nella Società psicoanalitica di Vienna e nel 1923 cominciò a lavorare con i bambini.

LA MADRE DELLA PSICANALISI INFANTILE.L’importanza di Anna Freud è legata soprattutto ai suoi studi sulla psicanalisi infantile, iniziati fin dal 1927 con un importante articolo intitolatoZur Theorie der Kinderanalyse.

In Das Ich und die Abwehrmechanismen, un lavoro del 1938, Anna Freud stabilì che i principali meccanismi di difesa dei bambini erano la repressione, la proiezione e l’identificazione. Secondo Anne Freud, la principale causa del ritardo dello sviluppo psichico e fisico dei bambini era dovuta principalmente alla mancanza di una relazione stabile tra la madre e il bambino. Esperienza che aveva vissuto anche lei stessa.

Secondo la Freud, inoltre, non si potevano applicare ai bambini le stesse classificazioni delle malattie degli adulti e pertanto fu la prima a introdurre un nuovo metodo per valutare lo sviluppo psicofisico infantile.

PERCHÉ È IMPORTANTE NELLA STORIA DELLA PSICANALISI? Per almeno due motivi: il primo è l’aver ipotizzato teoricamente che la psiche ha una capacità di adattamento dell’Io basata su un sistema di meccanismi di difesa. Oltre a quelli già individuati dal padre Sigmund (regressione, modificazione attiva dell’io, isolamento, annullamento retroattivo, identificazione, proiezione, rivolgimento contro se stessi, trasformazione al contrario, sublimazione) ne teorizzò di nuovi.

Tra questi, l’identificazione con l’aggressore (un modo per allontanare una paura assumendo le caratteristiche dell’oggetto temuto); la rinuncia altruistica, che consiste nell’interessarsi alla soddisfazione degli istinti altrui gratificando indirettamente i propri; e due difese tipiche della fase adolescenziale, l’ascetismo e l’intellettualizzazione. La prima, è l’allontamento dalla sessualità e dalle altre forme di appagamento temporaneo, la seconda, il rifugio in una febbrile attività intellettuale nel tentativo di dominare gli istinti.

Ad Anne si deve anche il merito di aver messo in rilievo l’importanza dell’Io (la parte cosciente e consapevole di noi stessi) e dei suoi disturbi: fino a quel momento questa sfera era stata trascurata in favore dell’inconscio e dell’Es.

La Freud è ricordata infine per aver spostato l’ interesse della psicoanalisi dalla patologia alla normalità, cercando di costruire un modello multilineare dello sviluppo infantile.

OMOSESSUALITÀ. I suoi studi sull’omosessualità sono ancora poco noti, ma molto interessanti. Anna Freud visse una relazione omossesuale per 54 anni con Dorothy Tiffany Burlingham, figlia del celebre gioielliere newyorkese Tiffany.

Dorothy si era trasferita a Vienna nel 1925 con i quattro figli per sottoporli a un trattamento psicoanalitico, dopo che il loro padre era stato colpito da una grave psicosi depressiva. Le due donne si conobbero, vissero in due appartamenti contigui mentre le famiglie iniziarono a frequentarsi. Tiffany Burlingham divenne anch’essa psicoanalista e divenne partner nel lavoro e nella vita di Anna, seguendola a Londra e restandole accanto fino alla morte.

Negli anni ’40 aprirono a Londra l’Hampstead War Nursery ed altri asili per orfani di guerra e bambini poveri.

Anna Freud è morta a Londra il 9 ottobre 1982.

http://www.focus.it/temi/anna-freud

Chi è Anna Freud? Dorothy Tiffany Burlingham e il rapporto con l’omosessualità

di Redazione, ilsussidiario.net, 3 dicembre 2014

Osservando la biografia di Anna Freud, ricordata oggi da Google in occasione del 119esimo anniversario della sua nascita, si può facilmente notare il lunghissimo rapporto di amicizia avuto con Dorothy Tiffany Burlingham. Le due si conobbero a Vienna, dove Dorothy portò i suoi figli che soffrivano di problemi psicologici. Tanti sostengono oggi che Anna Freud era omosessuale e che anche il ben più noto padre Sigmund ne fosse a conoscenza: proprio lui scrisse che l’omosessualità “certo non è un vantaggio, ma non è nulla di vergognoso e non può essere classificata come una malattia”. Anna e Dorothy erano inseparabili e trascorsero insieme più di mezzo secolo, tanto che oggi le loro ceneri sono conservate nella cappella della famiglia Freud al Golders Green Crematorium, in due urne identiche.
Eppure le voci che circolavano all’epoca sulla loro omosessualità preoccupavano la psicoanalista austriaca che, a riguardo, aveva sempre avuto una posizione molto rigida: affermò ad esempio che non sarebbe stato opportuno far accedere persone con “anormalità sessuali” alla professione di psicoanalista e chiese anche a una giornalista di non diffondere una lettera in cui il padre si mostrava “tollerante” su questo argomento. Proprio Sigmund Freud, negli anni della prima analisi della figlia, tra il 1918 e il 1919, scrisse “Alcuni meccanismi nevrotici nella gelosia, paranoia ed omosessualità” e “Psicogenesi di un caso di omosessualità femminile”.

Per continuare:

http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2014/12/3/Chi-e-Anna-Freud-/561132/

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