Ospiti – Goal thinking or hole thinking?

Ovvero: L’accadere è psichico. Oppure non è (1)

di Marina Bilotta Membretti, tutorsalus.net, 9 aprile 2015

Come può il pensiero reale e giuridico (2) prodursi a partire dall’inconscio, che è economico già nel bambino anche molto piccolo? Il lavoro riportato nel saggio “Ereditare da un bambino. Perché no?”(3) di Marina Bilotta Membretti offre una prospettiva possibile, già individuata da Freud ma non raccolta da Lacan, per coniugare l’inconscio economico al pensiero giuridico. Prospettiva che, a partire dal lavoro proficuo coi bambini, apre un’opportunità di cura efficace anche per gli adulti

La scorsa estate avevo ripreso in mano il Caso del piccolo Hans (4) per rileggere l’esperienza di Freud alla luce della mia, nel saggio che di lì a poco avrei pubblicato (5). Sapevo che per Freud si era trattato di un reale successo nella sua carriera professionale con la cura, fino alla guarigione di una fobìa in un bambino di meno di cinque anni. Tuttavia il commento che Freud aveva dato alla soluzione di questo caso, risolto grazie alla cura psicoanalitica individuata e condotta da lui stesso, non mi convinceva del tutto riguardo alla descrizione del caso. Decisi insomma di riaprire il caso appoggiandomi a ciò che sapevo per la mia esperienza e ad alcuni testi dai quali avevo tratto vantaggio oltre a Freud, cioè Il pensiero di natura e L’ordine giuridico del linguaggio (6) di Giacomo B. Contri.

Mi imbattei quindi in Olga, mamma del piccolo Hans. Ritrovandola così goffa e sprovveduta nel commettere errori ammetto che provai quasi simpatia per lei, forse perché a tutti noi è dato di commettere errori. Salvo aver voglia di correggerli, come è noto all’esperienza di ciascuno e soprattutto a coloro che coraggiosamente, ma non imprudentemente, intraprendono la cura psicoanalitica del proprio pensiero.

Frequentemente si tratta di adulti, spesso sulla scia di un rapido successo conseguito dai propri figli, bambini ed adolescenti. Leggendo il caso venni a sapere dalle frasi stesse pronunciate da Hans che, senza incertezze egli aveva eletto Olga a sposa. Anzi, una volta che Hans ebbe individuato Olga come sua partner, fu quasi come se lui  stesso nascesse a nuova vita. Prima di arrestarsi a causa della fobìa, infatti, vi fu per Hans quell’accadere psichico che Sigmund Freud intuì genialmente nella solitudine del suo ottimo lavoro come risolutivo della salute individuale.

L’accadere psichico è un pensiero nuovo che modifica re(g)almente, come si dice reale e re(g)ale, la realtà di un Soggetto, adulto o bambino. Un pensiero nuovo e quindi profittevole, conveniente, che dispone il Soggetto, uomo o donna che sia, a rendere praticabile il proprio pensiero da parte del partner.

D’altronde il partner stesso si costituisce nel momento in cui il pensiero dell’altro diventa praticabile al mio.

Questo avviene anche con la lettura, per esempio : non solo di un romanzo, ma anche di una fiaba – insuperabili restano le favole di Andersen e dei Fratelli Grimm – degli editoriali di Quotidiani, persino dei fumetti d’autore e di qualunque testo capace di ri-chiamare il pensiero e tutta l’attenzione del lettore.

Hans dunque valutò soppesando che le moine della mami (7) lo arricchivano più di quanto lui stesso sapeva già fare con sé. E correttamente la invitò. Olga dal canto suo valutò che il piccolo non era davvero così piccolo. In verità Hans le offriva quel che lei stessa miseramente non riteneva di poter chiedere, e cioè di ripetere la soddisfazione o partnership o alleanza.

Ad Olga insomma non sembrava realistico poter nominare partner il piccolo Hans, solo perché era davvero piccolo, un bambino. E’ la stessa tentazione alla miseria di Adamo ed Eva, e poi il peccato mortale di Giuda verso Gesù: baciare l’altro senza baciare il pensiero dell’altro, offendere e tradire il proprio, ed altrui desiderio o pensiero di una soddisfazione possibile.

Olga, per la fretta di correggersi sbagliò, cioè censurò il suo inconscio, corretto, economico e non osceno né malvagio anche se non immediatamente utilizzabile. Avrebbe fatto meglio ad elaborare senza rinnegare quel suo onesto suggerimento inconscio. Censurare d’altronde mi sembra un termine più adatto di tagliare, come ho sentito dire qualche volta a relatori che troppo liberamente concludono che sì, l’inconscio ti fa lallare (8), ti solletica l’orecchio con parole e suoni dolci ma ad un certo punto bisogna pur tagliare con questi pensieri riposanti se si vuole entrare nella realtà. Addirittura alcuni relatori affermano che sarebbe il Padre a tagliare l’inconscio. Mi è già capitato di cogliere la domanda di un giovane universitario molto paziente.

“Scusi ma come farebbe il Padre a tagliare?” Domanda assolutamente corretta. Come fa chiunque nell’Universo degli umani a tagliare davvero l’esperienza di soddisfazione a due posti ? Non è realmente possibile, infatti. Tant’è che trattandosi di professorini, spesso dribblano senza rispondere, sfuggendo così l’appuntamento posto dalla questione insolita.

Hans comunque non si era affatto perso d’animo ed era tornato all’attacco. Ma siccome Olga l’aveva ricusato di nuovo e di nuovo ancora, Hans finalmente capì che il desiderato partner era in realtà una straw-(wo)man, o uomo/donna-di-paglia, vuoto (9). Hans si era cercato insomma un’altra sposa, trovandola di lì a poco.

Anzi aveva persino chiesto di andare a dormire da lei, la bella Mariedl, prendendosi un cuscino sotto braccio ed uscendo persino di casa. Fu a quel punto però che sopraggiunse una causa di forza maggiore: entrambi i genitori già a letto insieme richiamarono Hans a dormire da solo e nel suo letto da single, cioè non coniugale.

Di lì a poco Hans produsse una fobìa per i cavalli, liquidata poi dallo stesso bambino grazie all’elegante intervento di Freud che riuscì a far ridere di piacere lo spaventatissimo Hans, presentandogli il cavallo come il suo stesso padre, cioè come la caricatura di un fumetto tipo Altan.

Il padre di Hans, pover’uomo, non riuscì mai a ridere perché, a causa della sua obiezione radicale al pensiero di una soddisfazione a due, mai e poi mai permise al bambino di avvicinarsi a lui. Anzi arrivò a sussurrare con tono untuoso ad Hans che osservava incuriosito la sorellina Hanna: Sì, le crescerà il favivì. Ma non sarà mai come il tuo…

Da quel momento, possiamo esser certi che Hans si rassegnò, pur se a malincuore, a consolarsi di sedazione con l’unico ed insoddisfacente fallo Superstite mentre Max Graf vestiva indegnamente i panni del dotto terapeuta e, mentendo, affermava di eseguire quanto il dottor Freud esigeva. Ma lo stesso Freud ebbe da ridire sui metodi usati dal padre che arrivò a pilotare il bambino con domande da psicoterapia del dolore.

E tuttavia il papi si rifiutò, sempre e categoricamente, anche solo di prendere in considerazione che il piccolo Hans soffrisse di gelosia al pensiero che di notte la mami ed il papi dormivano insieme. Hans desiderava esclusivamente liquidare la sua fastidiosissima fobìa per riprendere una vita soddisfacente e non limitata. Ed arrivò ad irritarsi col padre che lo perseguitava con tutte quelle appiccicose attenzioni, finché addirittura esclamò: “E lasciami un po’ in pace!” Max Graf fu l’unico a non trarre alcun beneficio da quel lavoro sperimentale col quale invece il piccolo Hans riuscì a guarire sé stesso.

Ed Olga riuscì a comprendere le ragioni della sua insoddisfazione: le stesse che avevano portato Hans alla fobìa. Anche Olga infatti si era impigliata per aver accettato che il pensiero altrui le passasse sopra. Ed anche per lei la fobìa di Hans costituì un accadere psichico rispetto al proprio pensiero, o desiderio, rimosso fino a comprendere, molto probabilmente, le ragioni della guarigione del bambino.

A ciascuno infatti spetta decidere se volgere il proprio desiderio inconscio verso l’odio oppure verso l’amore. Che ne fu invece di Hanna, la sorellina nata alcuni anni dopo Hans? Di lei nessuno si interessò dopo il clamore suscitato dal caso che Freud volle presentare pubblicamente ai colleghi di Vienna.

1 Precisazioni sui due principi dell’accadere psichico, Sigmund Freud-1911, OSF Vol.6 B.Boringhieri.

2 L’ordine giuridico del linguaggio, 2003 Giacomo B. Contri SIC Edizioni.

3 Ereditare da un bambino. Perché no?, Marina Bilotta Membretti-2014 Libr. LaFeltrinelli.

4 Il caso del piccolo Hans, Sigmund Freud-1908, Univ.Econ.Feltrinelli.

6 Il pensiero di natura, 2006; L’ordine giuridico del linguaggio, 2003 : entrambi dello psicoanalista dott. Giacomo B. Contri per SIC Edizioni.

7 Così Hans chiama i baci e le carezze della mamma Olga.

8 Lallazione è un termine usato anche da Jacques Lacan per descrivere il parlare imperfetto dei bambini.

9 Straw-man è il termine usato da Giacomo B.Contri nel Video Educazione come Costituzione su http://www.giacomocontri.it

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