Silva e Thanopulos su Usa, stato e politica

Lo Stato laico non è padrone di sé

di Sarantis Thanopulos, ilmanifesto.info, 17 aprile 2015

Paul.A. Offit, professore di pediatria all’Università della Pensilvania, ha scritto vari libri in cui difende la scienza medica, e in particolare l’uso dei vaccini, contro le mistificazioni. Il suo ultimo libro “Cattiva fede”, pubblicato da poco negli Stati Uniti, è una ricerca storica sulla cura medica minata dalla fede religiosa.
Negli Stati Uniti perseguire i genitori che per motivi religiosi privano di cure mediche i loro figli è  diventato più difficile a partire dagli anni settanta. Nel 1967 Lisa Sheridan, una bambina di cinque anni, morì di polmonite. La madre, membro di Cristian Science, un movimento religioso che sostituisce la cura medica con la preghiera, aveva rigettato la terapia antibiotica. La donna fu condannata a cinque anni di reclusione e Cristian Science, che negli Stati Uniti è considerata a pieno titolo una chiesa cristiana, ha corso ai ripari. Attraverso due suoi membri, Haldeman e Ehrlichman, potenti membri dell’amministrazione Nixon e pesantemente implicati nello scandalo di Watergate, è riuscita a introdurre nella legge che protegge i bambini dai maltrattamenti e dagli abusi un’eccezione religiosa. Non sono accusabili di negligenza i genitori che in buona fede hanno affidato la cura dei loro figli malati a mezzi esclusivamente spirituali, se hanno agito in accordo con i principi e la prassi di una chiesa riconosciuta. La Suprema Corte degli Stati Uniti non ha mai preso decisione sulle morti di bambini a causa di terapie affidate alla fede. In conseguenza di ciò queste morti sono più numerose che in altri paesi.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/5606

http://ilmanifesto.info/lo-stato-laico-non-e-padrone-di-se/

L’infelice risarcito

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 15 aprile 2015

Barack Obama ha vinto le elezioni americane due volte, la prima volta perché nessun altro voleva vincerle tranne Hillary Clinton, che per la troppa voglia fu punita e probabilmente ancora lo sarà; la seconda elezione è stata regalata a Obama quale risarcimento per la prima: mica l’avrebbero data a lui l’America se maestosa navigava in quiete acque e prosperi approdi. Barack in cuor suo sapeva che era in trappola; ecco quel che davvero pensava recitando il suo celebre discorso di accettazione: “Lo so che si è cercato un capro espiatorio, uno cui rifilare l’inferno per poi dire che è stato lui a crearlo. Lo so, lo so, apparentemente riscatto tutti i neri del mondo, in realtà copro il bordello bianco. E’ il mio, il nostro, destino di schiavi, ma Dio mi assisterà”. Dio però era distratto e non aiutò Obama che si limitò ad abbozzare un qualche magico gesticolio. Tutti storsero il naso. Per risollevare gli animi Barack si appellò, sulla scia di Robert Vischer, all’empatia, parola piena di buona volontà ma non certo il miracolo dei pani e dei pesci; una parola tanto moscia l’empatia che nel ricordarla la mia prosa ne risente, l’ascolto analitico si fa meno attento, l’orecchio declina all’ingiù come quello di Pluto quando è triste. D’altronde perfino l’amica canterina Beyoncé era talmente delusa dalla rassegnazione di Barack che alla rielezione gli rifilò un playback.

Segue qui:

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2015/04/15/linfelice-risarcito___1-v-127773-rubriche_c217.htm

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