Ospiti – “Competenza individuale del bambino. Chi ci crede”

di Marina Bilotta Membretti, 18 maggio 2015*

Coniugare l’inconscio economico al pensiero giuridico si può?

Dal lavoro coi bambini sembrerebbe possibile utilizzare quella sorgente inesauribile del pensiero, individuata da Sigmund Freud e che Jacques Lacan accarezzò senza approfittarne. L’”Inconscient structuré comme un langage” (è Lacan nel tentativo di tradurre Freud)? Oppure, non ancora rimosso, IL PENSIERO è ECONOMICO. FIN DA BAMBINO. Una prospettiva interessante per la cura. Chi può.

Che ne è della competenza individuale in un bambino molto piccolo e persino in un neonato? Tutte le neuroscienze infatti, simili ormai ad una colta educatrice, ci stanno facendo scivolare nella suggestione fideistica che i bambini reagirebbero “statisticamente” a sollecitazioni indotte, in maniera assolutamente prevedibile. Una inesorabilità (?) scientifica che permetterebbe di impossessarsi del tanto agognato A.U.I., acronimo per Addestramento Umano Ideale. I bambini cioè sarebbero programmabili a piacere dall’Addestratore Umano Ideale, proprio come i giocattoli di ultima generazione! (Ma attenzione al termine piacere : di-vino e diabolico, mistico e prepotente, da non divulgare al popolo).

“I bambini statisticamente” non include quelli che “non” reagiscono o reagiscono “male” alle sollecitazioni e che magari arrivano a rifiutare l’Addestramento od a scagliarsi contro l’Addestratore Ideale. Questi bambini avrebbero un difetto, fino a deficit magari genetico e quindi di “produzione” e andrebbero, non subito scartati ma avviati ad ulteriori costosi dolorosi addestramenti volti a ricondurre il bambino “ribelle” ad una “normalizzazione”.

Parlare di precocità dell’autismo risulta inopportuno all’Addestramento Umano Ideale che arriva alla diagnosi solo a seguito di una pluriennale “passivazione” del bambino sottoposto alle tecniche più disparate. E se si trattasse semplicemente di “sanzione” da parte del bambino circa il proprio gradimento o non gradimento della “sollecitazione” imposta dall’Addestramento, come ormai sto sperimentando da anni nel mio lavoro di consulente psicoanalitico?

E cioè che il bambino “non se la dà a bere”, o non se la dà a mangiare, o a fare altro che non ritiene opportuno? L’anoressia, la bulimia “precoci” non iniziano forse come atto “sanzionatorio”, già disperante la soddisfazione, di un bambino “sollecitato” a nutrirsi a svuotarsi ad addormentarsi?

Una sanzione peraltro inopportuna per l’Addestramento Umano Ideale che resta mollemente assiso sulle gambe volitive della Imperante Neuroscienza. Forse soltanto perché la sanzione di un bambino anche molto piccolo e persino neonato è una difesa sana semplice efficace contro ogni patologica invadenza di cui l’autismo precoce è già l’avamposto più temibile e minaccioso. Ma anche il più curabile.

* Questo testo è reperibile, insieme ad altri della stessa Autrice, sul sito http://www.tutorsalus.net

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One thought on “Ospiti – “Competenza individuale del bambino. Chi ci crede”

  1. Dott.ssa Bilotta ha detto:

    Grazie.

    Marina Bilotta.

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