La Speranza e la Morte

di Sarantis Thanopulos, ilmanifesto.info, 3 luglio 2015

Zoe Wil­liams, com­men­ta­trice del «Guar­dian», con­clude un arti­colo, in cui difende la Gre­cia dai mora­liz­za­tori neo­li­be­ri­sti, con que­sta frase: «si sta sacri­fi­cando il paese per man­te­nerne un insieme di illu­sioni che ci inde­bo­li­sce tutti». Un popolo stre­mato, con­fuso e diviso vota sul suo futuro sapendo che il pro­prio destino non è nelle sue mani. La scelta che difende le sue ragioni e la sua dignità, potrebbe acce­le­rare la cata­strofe, il voto è sotto il ricatto del più forte. Rischiare la morte a testa alta o soprav­vi­vere (per poco) umi­liati? Qual­siasi sarà la scelta dei greci merita il rispetto dovuto a chi va dalla buona alla cat­tiva sorte. Il popolo greco vive in un luogo diven­tato sacro per la nostra civiltà e que­sta sacra­lità gli è di peso. Gli si deve un rico­no­sci­mento non per la sua casa, un’eredità troppo ardua per poterla dav­vero con­qui­stare: que­sto spet­te­rebbe all’intera uma­nità, non a un popolo di pre­de­sti­nati. Gli si deve la memo­ria sto­rica della sua lotta impari con­tro il nazi­fa­sci­smo, che non gli ha frut­tato alcun onore, solo cento mila morti di fame ad Atene, nell’inverno del 1943, e cre­diti non pagati.

Segue qui:

http://ilmanifesto.info/la-speranza-e-la-morte/

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