Leggere è pensare. La versione di Kristeva: così la scrittrice individua il rapporto profondo tra psicoanalisi e religione

di Marco Testi, vdj.it, 15 luglio 2015

La posizione dell’analista oggi sembra consistere nel restituire tutto il suo valore, terapeutico ed epistemologico, all’illusione. Vale a dire alla fede? Non esattamente”. Julia Kristeva non è un nome conosciuto al grande pubblico, ma è stata ed è ancora oggi protagonista del dibattito culturale che sta al crocevia tra psicoanalisi, studio della lingua, dei segni, in breve di quella che è diventata una vera e propria disciplina, la semiologia. Pur dichiarandosi non credente, la scrittrice ha dedicato una grande attenzione alla dimensione della fede: grazie alla riedizione di “In principio era l’amore. Psicoanalisi e fede” (Il Mulino, 107 pagine) possiamo verificare uno dei punti forti di questa attenzione. Quell’illusione di cui la Kristeva parlava all’inizio può essere letta in due modi diversi, anzi opposti. La fede è un’illusione? O lo è la cura psicoanalitica? Se la cura diviene riaffermazione dell’illusorietà, allora mette in discussione se stessa. Se propone la fede come soluzione allora ammette alcuni limiti. A meno che, sembra suggerire l’autrice, non ci sia una terza soluzione, la ridefinizione dei presupposti freudiani sulla religione.

Segue qui:

http://www.vdj.it/?p=30068

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...