Il surrealismo: quando l’arte dà corpo ai sogni

di Melissa Torti Buratti, secolo-trentino.com, 23 luglio 2015

Trasformare il mondo, ha detto Marx, cambiare la vita, ha detto Rimbaud. Queste due parole d’ordine sono, per noi, una sola”. Così affermò André Breton, il principale esponente, nonché fondatore, del movimento surrealista.

1889: Sigmund Freud pubblica con successo “L’interpretazione dei sogni”, una delle opere più importanti della psicanalisi, che ha permesso di osservare il cervello umano non solo nella sua accezione fisica e anatomica, ma anche nella sua sfera psichica, come un contenitore di ricordi, impulsi, emozioni, immagini e desideri i quali, durante il giorno, ovvero quando il soggetto è conscio e impegnato nelle sue attività, vengono repressi, per poi venire liberati durante il sonno attraverso la dimensione onirica.

1924: André Breton, poeta francese, legge la grande opera di Freud di inizio secolo e ne resta profondamente colpito e affascinato. Nessuno, prima di allora, aveva mai esplorato il mondo dei sogni. L’inconscio non era mai stato preso in considerazione: tutto ciò che girava intorno alla civiltà moderna era la realtà, il razionale, il bello, la ragionevolezza; sentimenti ed emozioni legate a percezioni reali ed esistenti. Così, Breton decide di creare un nuovo movimento culturale, che avrebbe spaziato in tutte le arti, dalla poesia al disegno pittorico, dalla fotografia al cinema: il Surrealismo, da “sur-realtà”, cioè “oltre la realtà”, “al di là di ciò che è reale”.

Segue qui:

http://www.secolo-trentino.com/27429/cultura/surrealismo-larte-corpo-ai-sogni.html

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