Intervista a Ravasi Bellocchio. I sogni delle donne: “Dall’eros al lutto, fino alla figura materna. Alcuni ‘fondanti’ e altri che non vogliono dire nulla”

Nel libro dalla psicanalista Lella Ravasi Bellocchio. Immagini, parole, presagi, intuizioni: la magmatica materia di cui è fatto il sogno diventa l’oggetto di confronto con l’analista. “Occuparsi di sogni significa occuparsi di sé, della psiche vivente, del corpo psichico che noi siamo; è la ricerca nei piccoli gesti quotidiani di continuità e senso tra il dentro e il fuori”, spiega l’autrice a FQMagazine

di Davide Turrini, ilfattoquotidiano.it, 2 agosto 2015

Ciak, si gira il film della notte. Protagonisti Freud, Jung, Fellini,Bellocchio, Rilke, Pasolini e Caproni; ma soprattutto le decine di donne che con il racconto vivo ed intrigante dei loro sogni notturni danno vita al libro I sogni delle donne (Utet), scritto dalla psicanalista Lella Ravasi Bellocchio. Immagini, parole, presagi, intuizioni: la magmatica materia di cui è fatto il sogno diventa l’oggetto di confronto con l’analista. “Occuparsi di sogni significa occuparsi di sé, della psiche vivente, del corpo psichico che noi siamo; è la ricerca nei piccoli gesti quotidiani di continuità e senso tra il dentro e il fuori”, spiega la Ravasi a FQMagazine. E non stupisca quel “noi”, una soggettività plurale nell’esplorare quella che Jung definisce “la materia prima dell’esistere”: “Nel mio lavoro di analista i sogni danno senso, sono la mappa che seguo per altri, ma prima di tutto a partire da me stessa”.

Segue qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/02/i-sogni-delle-donne-dalleros-al-lutto-fino-alla-figura-materna-alcuni-fondanti-e-altri-che-non-vogliono-dire-nulla/1923086/

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