Competere o collaborare? In classe è questione di scelte

di Paolo Staffo, Luigi Ballerini, avvenire.it, 5 agosto 2015

Ho un figlio di sedici anni che frequenta il Liceo scientifico tradizionale, una scuola «impegnativa e interessante» come dice lui, incontrando molte difficoltà nell’organizzazione dello studio a casa. Attivo in classe, interessato a materie dove spesso le insufficienze erano gravi, ha creato difficoltà a noi genitori nel capire se questa fosse la sua strada. Un aspetto critico sembra la relazione con compagni e amici. È tornato da poco da una vacanza organizzata tra diverse scuole e ha fatto nuove buone conoscenze….

Esistono ottime scuole nel nostro Paese, capaci di aiutare gli studenti a costruire conoscenze e competenze fino a livelli di eccellenza. Nessuno lo può negare. La domanda che talora viene da porsi è: a che prezzo? E soprattutto secondo quale idea di uomo? L’ambiente in cui si svolge l’apprendimento non può essere considerato un fattore neutro. Vi sono situazioni che lo facilitano e altre, speculari, che addirittura lo ostacolano.

Il seguito della lettera e della risposta sono al link seguente:

http://www.avvenire.it/rubriche/Pagine/Giovani%20storie/Competere%20o%20collaborare%20%20In%20classe%20e%20questione%20di%20scelte_20150805.aspx?rubrica=Giovani%20storie

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