Thanopulos: “Antigone e l’Europa”

di Sarantis Thanopulos, ilmanifesto, 8 agosto 2015

L’opera tragica di Sofocle di cui è protagonista,  è ambientata a Tebe, città nemica di Atene, e ha come suo preambolo la guerra fratricida raccontata in una tragedia celebre di Eschilo: “Sette su Tebe”. La questione politica messa in  scena è l’interdipendenza tra la guerra civile e la guerra tra città nemiche, tra il conflitto all’interno della città e il conflitto tra cittadini e nemici esterni. La figura di Polinice unisce in un solo destino il fratello e il nemico, fa dell’uno il fondamento dell’altro. Solo chi è fratello può diventare nemico e solo con il nemico può essere stabilito un rapporto di fraternità che non sia aggregazione tribale basata sull’omertà e la collusione. Nella sua difesa del fratello traditore Antigone non difende i legami di sangue contro le leggi della Polis, ma si incammina nella direzione opposta. Affermando che è nata per amare e non per odiare, fa professione di desiderio e sottomette l’odio alle ragioni dell’amore. Più precisamente lega l’amore e l’odio all’elaborazione del lutto, alla sepoltura.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/5776

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