Contributi – Dreamland: come cosa e perché sogniamo

di Anna Meldolesi, Il Corriere della Sera, 13 agosto 2015*

Si stima che passiamo a sognare almeno due ore per notte, nel corso di una vita fanno sei anni filati trascorsi nel mondo di Dreamland. Il corpo è bloccato, per impedirci di compiere le attività che sogniamo. Sarebbe rischioso mettersi davvero a correre per sfuggire a dei nemici onirici, tanto per fare un esempio. Solo gli occhi si muovono, ed è per questo che si parla di fase Rem del sonno (rapid eye movement). Ma non si tratta di occhiate lanciate per esplorare i luoghi sognati. Piuttosto di reset che accompagnano il passaggio da una scena onirica all’altra, come accade con i proiettori ad ogni cambio di diapositiva. Magari sogniamo di passeggiare per strada, poi c’è un clic e siamo altrove, in un bosco. Oppure irrompono in scena dei compagni di avventura inaspettati. L’ipotesi si basa sullo studio appena pubblicato su Nature Communications da un gruppo internazionale che ha studiato 19 soggetti con degli elettrodi nel cervello. Il procedimento è invasivo, ma giustificato dal fatto che si trattava di pazienti epilettici interessati a monitorare la propria malattia e disposti a mostrare ai ricercatori anche l’attivazione onirica dei propri neuroni. Giulio Tononi e Chiara Cirelli dell’università del Wisconsin e i loro colleghi hanno osservato, in particolare, un fenomeno che si verifica nel lobo temporale mediale. I movimenti oculari della fase Rem sono seguiti, nel giro di una frazione di secondo, dall’accensione di quest’area del cervello che non è direttamente implicata nella visione. Il risultato sarebbe una specie di refresh delle rappresentazioni oniriche, sperimentato anche da chi è cieco sin dalla nascita e dai bambini nel ventre materno. La stesso schema di attivazione neuronale si verifica quando, da svegli, guardiamo un’immagine o la richiamiamo alla mente, segnalando al cervello il suo contenuto concettuale. Questo conferma che la fase Rem assomiglia alla veglia: il mondo onirico sarà anche diverso da quello reale ma ci sembra vero, perché è vero per il nostro cervello addormentato.

Segue qui:

Dreamland: come cosa e perché sogniamo

* Il pezzo è stato pubblicato il giorno dopo sul blog dell’Autrice.

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