Contributi – L’incerta età dell’adulto

«La porta stretta. Come diventare maggiorenni» di Umberto Curi, per Bollati Boringhieri. Il difficile affrancamento, fra parricidi metaforici e devozione filiale

di Ernesto Milanesi, ilmanifesto.info, 14 agosto 2015

Rito di pas­sag­gio per anto­no­ma­sia. Meta­fo­ri­ca­mente, e non solo. La mag­giore età rap­pre­senta il salto verso auto­no­mia, con­sa­pe­vo­lezza, respon­sa­bi­lità e affran­ca­mento. Mette fine alla cre­scita lineare, pro­tetta dai «grandi» e addo­me­sti­cata con abi­tu­dini, edu­ca­zione e pre­cetti. È la rot­tura del cor­done ombe­li­cale nei con­fronti dei geni­tori: dun­que, la per­fetta idea di filia­rità inter­rotta. Si tra­duce — per esten­sione figu­rata — nell’allievo libero dall’ombra del mae­stro, ma anche nel pen­siero final­mente svin­co­lato dai dogmi fami­liari come pure nella visione del mondo indi­pen­dente dalla volontà pedagogica.

Spesso, un simile strappo viene fatto com­ba­ciare con l’emancipazione dall’età della subor­di­na­zione. In realtà, come non basta la cer­ti­fi­ca­zione ana­gra­fica così la «men­ta­lità libera» è tutt’altro che lineare, sem­plice, defi­ni­tiva. Abi­tuato all’endiadi Umberto Curi esplora una duplice «dimen­sione» della filo­so­fia: la rifles­sione che non può pre­scin­dere da testi sacri, icone let­te­ra­rie e tea­trali, totem della psi­coa­na­lisi. Con La porta stretta. Come diven­tare mag­gio­renni (Bol­lati Borin­ghieri, pp. 224, euro 16) si avven­tura lungo la sot­tile linea che, in teo­ria, separa il mito dall’interpretazione accla­rata o la «verità» dal suo disve­la­mento rispetto all’opinione. Piut­to­sto inse­gue, testual­mente, la «cata­strofe» che norma ogni muta­mento di vita, con­sa­pe­vo­lezza, potere e per­fino di fede. Iti­ne­ra­rio denso, frutto della decen­nale ricerca impron­tata sull’originalità della forza dello sguardo filo­so­fico. Si muove dalla «porta stretta» di Luca e, insieme, dal VII libro della Repub­blica pla­to­nica: la sco­perta del póle­mos evan­ge­lico accanto all’autentica lezione del mito della caverna. «Com­bat­tete» è il comando in rispo­sta a chi chiede quanti sono i desti­nati alla sal­vezza divina, per­ché davanti all’uscio sarà «pianto e stri­dore di denti». Un agòn che rin­via all’orto dei Getse­mani, deci­sione dolo­rosa in uno sce­na­rio altret­tanto incerto.

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http://ilmanifesto.info/lincerta-eta-delladulto/

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