Thanopulos: “La psicosi dei normali”

di Sarantis Thanopulos, ilmanifesto.info, 14 agosto 2015

Nelle ultime set­ti­mane due per­sone sono morte durante un TSO: il rico­vero coatto per i pazzi rite­nuti peri­co­losi per se stessi o per gli altri. Un debole allarme che già si è spento nel suo breve rumore media­tico. Come tutte le bar­ba­rie della nostra epoca tec­no­lo­gica, anche lo ster­mi­nio dei pazzi come sog­getti dotati di diritto di cit­ta­di­nanza e di dignità per­so­nale uni­sce all’efficienza tec­nica l’assenza di tracce visi­bili e scandalizzanti. A dispetto dei perio­dici sin­tomi di un disa­gio for­tis­simo, che resta sepolto nell’omertà, la psi­chia­tria sta spro­fon­dando nella sua muta­zione defi­ni­tiva in stru­mento di puro con­trollo repres­sivo della devianza.
Una com­po­nente repres­siva la cul­tura psi­chia­trica l’ha sem­pre avuta a causa della forte domanda di difesa con­tro la destrut­tu­ra­zione delle cer­tezze psi­co­lo­gi­che col­let­tive che la fol­lia provoca. Gli psi­chia­tri hanno dovuto mediare tra la sod­di­sfa­zione di que­sta domanda e l’impegno nella cura della sof­fe­renza psi­chica. Media­zione com­pli­cata dalla pres­sione pro­ve­niente dal paziente psi­chia­trico, il quale non fa domanda di assi­stenza ma di coin­vol­gi­mento umano, di rela­zione lon­tana dalle con­ven­zioni for­mali che smor­zano i con­tra­sti nel quieto vivere. Il met­tersi del sog­getto curante fuori dal vivere con­ven­zio­nale, com­porta una desta­bi­liz­za­zione del pro­prio assetto emo­tivo e men­tale che non è facile gestire e vivere.

Segue qui:

http://ilmanifesto.info/la-psicosi-dei-normali/

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