Silva: “Come una statua”

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 26 agosto 2015

La torbida marea del sangue dilaga, / in ogni dove annega il rito dell’innocenza. / I migliori hanno perso ogni fede, / i peggiori si gonfiano d’ardore appassionato”, canta Yeats, poeta dell’Apocalisse. Ma c’è un ardore più vero e più forte, quale nessun roboante gonfiore può vincere: il serio lavoro e la meditata gioia. Beato Khaled Asaad, sacerdote di Palmira Sposa del Deserto, e dei suoi tesori che fino all’ultimo difese, nascondendo le statue dagli sguardi impuri; torturato dai carnefici si mangiò la lingua e fu impiccato alla più alta colonna della città. Morte più bella io non conoscendo, morte che è vita in un modo più alto, a Khaled m’inchino con infinita ammirazione. Passò la sua esistenza a curare antichi reperti affinché l’immortalità non soggiacesse ai misfatti del tempo e degli umani, e con quale delicatezza e precisione ripuliva le statue impolverate dal vento del deserto; delicatezza: noi siamo quella polvere. La sua testa spiccata dal busto compone un capitello fiorito che le nubi estive corteggian liete e i zeffiri sereni, intanto che gli dei accarezzano i suoi bianchi capelli.

Gli assassini temono che le loro malefatte siano rintuzzate dall’invincibile bene e per questo uccidono ancora di più; temono che i fiori di sangue che spandono nel mondo possano diventare buona semina e partorire eroi. Ben sanno i carnefici dell’Isis quale contributo danno alla gloria di Palmira, hanno acceso i riflettori su quell’arte che cercano di oscurare: mutilato come una scultura greco-romana il corpo di Khaled si staglia nel silenzio e parla; parla pur senza testa, non ne ha bisogno, come gli dei non hanno bisogno di esistere per sussurrarci le profonde verità. Non piangete amici, non dite: “Tutto è perduto, la magnifica Palmira è caduta e dissacrata, per la seconda volta Zenobia è trascinata nel fango”. Attenti: ogni dissacrazione è consacrazione, se abbiamo fede e seguiamo con occhio lieto Khaled che audace vola nei cieli, la testa scortata dalle rondini e il corpo che le va dietro come uno sposo di Chagall tra simpatici galli, asini e pesci.

Segue qui:

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2015/08/26/come-una-statua___1-vr-132114-rubriche_c668.htm

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