Il paradigma della fiducia epistemica nel bambino

di Rosalba Miceli, lastampa.it, 28 agosto 2015

La diagnosi di disturbo di personalità si basa sulla storia evolutiva della persona, in particolare qualora si evidenzino modelli di pensiero e di comportamento ripetitivi, inefficaci e disadattivi, che compromettono un apprendimento sociale costante. La fenomenologia dei disturbi di personalità è ampia tuttavia negli ultimi anni sono emersi con maggiore chiarezza importanti legami tra stili di attaccamento, esperienze traumatiche infantili, sviluppo di personalità e patologia. Il “nucleo traumatico”, insieme ad un attaccamento problematico con le figure di riferimento, sembra essere al centro di alcuni disturbi di personalità, in particolare del “disturbo borderline”, uno tra i più studiati.
Tra gli esperti internazionali che prenderanno parte al prossimo convegno “Attaccamento e trauma 2015”, organizzato dall’Istituto di Scienze Cognitive (25-26-27 settembre 2015, Roma), spicca senza dubbio la figura di Peter Fonagy, Freud Memorial Professor of Psychoanalysis allo University College of London (UCL) e direttore di ricerca al “Anna Freud Centre” a Londra. Fonagy, autorevole psicoanalista, ha sviluppato nuovi orientamenti in psicoanalisi, portando avanti, assieme a Mary Main e ad altri eredi di Bowlby, gli studi nel campo della “teoria dell’attaccamento”, per la comprensione di certi disturbi di personalità.
Fonagy ha introdotto il concetto di reflective self function (funzione del sé riflessivo, mentalizzazione) – ovvero la capacità di rappresentare e riflettere sull’esperienza mentale propria ed altrui, di spiegarsi il comportamento e, in qualche misura, di prevederlo – contribuendo senza dubbio ad avvicinare la psicoanalisi al campo dei terapeuti di orientamento cognitivista.
Come ha osservato Hegel (1807), è solo attraverso la conoscenza della mente di un altro che il bambino sviluppa il pieno possesso della natura degli stati mentali. Quindi è possibile ritenere che una relazione di attaccamento sicuro fornisca al bambino il contesto ideale per esplorare la mente del genitore, mentre, al contrario, la capacità di mentalizzazione potrà risultare inadeguata, deficitaria o inibita qualora il bambino sperimenti esperienze di attaccamento in un contesto fortemente disturbato (interazioni caotiche, intrusive o connotate da mancanze di cure, maltrattamenti e abusi), predisponendolo allo sviluppo di un disturbo di personalità. Sulla base di tale ipotesi Fonagy e Bateman hanno proposto un modello terapeutico dei disturbi di personalità, primariamente del disturbo borderline, basato sul potenziamento della capacità di mentalizzazione (MBT) del soggetto.

Segue qui:

http://www.lastampa.it/2015/08/28/scienza/galassiamente/il-paradigma-della-fiducia-epistemica-nel-bambino-UD6KrLQHfoNHRi9oXBIyNK/pagina.html

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