Festival della Mente: Ammaniti e Westerman a Sarzana

Punti di vista, storie e empatia. Due interventi molto diversi convergono sul potere dell’immaginazione. E su come essere noi è più naturale che essere io

di Laura Santini, laspezia.mentelocale.it, 5 settembre 2015

Prima, il neuropsichiatra infantile Massimo Ammaniti. Poi, il giornalista-scrittore olandese Frank Westerman. Il primo, parlando dell’importanza della relazione con l’altro, e il secondo della difficoltà di stabilire un’unica versione delle cose del mondo. Ammaniti e Westerman, sabato 5 settembre, al dodicesimo Festival della Mente di Sarzana convergonosull’importanza dell’immaginazione come strumento per accedere alla dimensione empatica da cui nasce l’identità, ma anche ogni narrazione. Prima dell’ego, ci ricorda Ammaniti, c’è la cosiddetta we-ness. Il percorso è dunque contrario a quanto comunemente si crede: La nascita del senso del noi, titolo dell’intervento, è un gioco di parole che guarda appunto indietro alla condizione neonatale e alle prime forme di interazione tra madre e feto e madre e neonato. Non si tratta certo di una teoria nuova, ma di un pensiero che va controcorrente rispetto a un individualismo che l’ha fatta da padrone non solo recentemente, presentandosi nella forma più moderna di una «finanza rapace», ma ha avuto eminenti teorici alle sue spalle, tra cui Ammaniti ricorda l’homo hominis lupus di Hobbs, il cogito ergo sum di Cartesio e una «visione autistica sul lattante» di Freud.

«Che cosa vede il lattante quando guarda negli occhi della madre? Si era chiesto Winnicott. Vede la costruzione che la madre ha di lui, in un processo di rispecchiamento reciproco». Per parte sua il filosofo Merleau-Ponty aveva segnalato l’importanza del corpo nell’intersoggettività, «perché è il corpo che ci aiuta ad andare verso e a conoscere l’altro, da cui il tema della vicinanza. Questo è qualcosa che Freud, come certe caratteristiche del neonato e del lattante, non aveva colto. Per Freud il lattante è come un uovo, trova tutte le sostanze nutritive al proprio interno». Sulla rivista Nature già nel 1978, fu dimostrato che il neonato poche ore dopo la nascita è in grado di mimare le espressioni di un adulto a una distanza di 20/25 centimetri. «Quindi non è vero che si nasce chiusi. Si entra nel mondo e si innesca un meccanismo di equivalenza, che è uno stimolo innato e l’inizio della mentalizzazione»: processo che ci consente di metterci nei panni di un’altra persona sia dal punto di vista motorio che emotivo.

Ammaniti recupera Freud, o almeno, dopo averne descritto alcuni limiti, ritorna al pensiero del padre della psicanalisi, in particolare per gli scritti più sociali, tra cui Psicologia delle masse e analisi dell’io: «in cui Freud parla di identificazione, altro modo di descrivere questo processo diimmedesimazione o empatia, attraverso cui comprendiamo l’io estraneo di altre persone». I processi imitativi sono embedded nel cervello, prosegue Ammaniti, e questo è il risultato sulle ultime scoperte relative ai neuroni specchio (Rizzolati/Gallese): «io capisco l’altro perché attivo dentro di me dei circuiti cerebrali in risposta all’altro, in una risonanza più o meno immediata. D’altra parte attraverso la mentalizzazione attivo un processo cognitivo che mi permette di comprendere perché l’altro è sorridente o meno. Lo stato epistemico, ovvero conoscitivo dell’io, non è solo quello della prima persona, ma c’è uno stato epistemico anche in terza persona, e c’è n’è anche uno del tu, quel Ich und du di un celebre saggio di Martin Buber, (1923). Anche, in chiusura Ammaniti si rifà a Freud: «La società non crea solo disagio, ma apre orizzonti nella compressione e condivisione con gli altri», perché, per quanto diverse, la psicologia dell’individuo e quella delle masse, raccontano che l’essere umano singolo non riesce a prescindere dall’altro neanche nel perseguimento dei propri obiettivi, per cui la psicologia individuale è fin dall’inizio anche psicologia sociale.

Segue qui:

http://laspezia.mentelocale.it/66631-spezia-sarzana-festival-mente-ammaniti-westerman-sarzana/

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