Casaroli, Ballerini: “Bene cambiare contesto, ma occorre voler ricominciare”

di Paolo Casaroli, Luigi Ballerini, avvenire.it, 16 settembre 2015

Le scrivo per avere un conforto da parte sua riguardo una decisione che io e mia moglie stiamo prendendo. Il nostro figlio maggiore, di diciotto anni, quest’anno è stato bocciato per la seconda volta, nonostante sia da tutti riconosciuto come molto dotato. Ha espresso il desiderio di recuperare l’anno iscrivendosi per l’anno prossimo a un biennio. Io e mia moglie, addolorati di questa situazione, abbiamo capito che l’esito scolastico è secondario a una presa di coscienza di sé….

L’esito scolastico è secondario, è stato scritto nella mail ricevuta. Mi sento di sottoscriverlo. Se non siamo in presenza di deficit personali oggettivi o di altrettante oggettive situazioni esterne sfavorevoli, le difficoltà scolastiche vedono sempre nell’inibizione la loro causa, ossia non sono primarie. Potremmo definire questa inibizione come l’indisponibilità del pensiero ad apprendere. Il pensiero è infatti come una poltrona, se è occupata da qualcuno non può sedercisi un altro. Fuor di metafora, se il pensiero è impegnato, anzi pre-occupato, in attività infruttuose non è disponibile ad applicarsi su ciò che è richiesto dalla scuola. Questa situazione pone l’indicazione a cambiare qualcosa.

La lettera e la risposta seguono qui:

http://www.avvenire.it/rubriche/Pagine/Giovani%20storie/Bene%20cambiare%20contesto%20%20ma%20occorre%20voler%20ricominciare_20150916.aspx?rubrica=Giovani+storie

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