Ballerini: “L’identità virtuale non è roba da bambini”

di Luigi Ballerini, avvenire.it, 17 settembre 2015

Sembra una concatenazione inevitabile: fine elementari-inizio medie, cellulare in tasca nello zaino, frequentazione dei social network. E così accade che tre quarti dei bambini italiani fra i nove e i dieci anni non solo possiedono uno smartphone, non solo navigano liberamente in rete, ma hanno anche un profilo aperto su Facebook. Almeno stando alla ricerca su giovanissimi e web promossa da Tim e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore. Questa analisi non può lasciarci indifferenti, per diversi motivi. Molti ragazzi di questa età, che incontro nelle scuole, spesso mi impressionano per l’ingenuità che dimostrano verso la cosiddetta identità virtuale. Per un bambino delle elementari e inizio medie essere su Facebook significa avere mentito sulla propria età; vale a dire che per l’apertura del profilo egli deve avere almeno dichiarato di essere tredicenne, altrimenti non gli sarebbe stato possibile. Ecco il paradosso: chi, così giovane, è nei social network con un profilo a tutti gli effetti falso tende a prendere per buona l’identità virtuale degli altri, limitandosi al controllo della foto per la verifica dell’attendibilità.

Segue qui:

http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/LIDENTIT-VIRTUALE-NON-ROBA-DA-BAMBINI-.aspx

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