«Compito della madre è quello di trasmettere il desiderio di vivere»

Piazza Garibaldi gremita ieri pomeriggio a Sassuolo in occasione della lectio magistralis “Madri. L’eredità materna” a cura di Massimo Recalcati. Lo psicanalista ha approfondito il tema della…

di Camilla Loglisci, gazzettadimodena.gelocal.it, 19 settembre 2015

Piazza Garibaldi gremita ieri pomeriggio a Sassuolo in occasione della lectio magistralis “Madri. L’eredità materna” a cura di Massimo Recalcati. Lo psicanalista ha approfondito il tema della maternità, spiegando come nessuno possa definirsi genitore di se stesso: ognuno proviene da qualcun altro. Il compito di un padre è quello di trasmettere il senso della legge, a cui si lega il desiderio: solo sapendo che esistono dei limiti un individuo avrà il desiderio di rispettarli o oltrepassarli. Il compito della madre è invece quello di trasmettere il sentimento stesso della vita, ovvero il desiderio di vivere. Il figlio dovrebbe sempre essere desiderato, se no la sua vita sarà insignificante.

«L’esistenza umana – ha spiegato lo psicanalista – senza il supporto dell’altro è vita morta che cade nel vuoto. La mano della madre non è soltanto la mano che nutre, cura e gioca, ma anche la mano che salva, soccorre e sostiene quando stiamo per precipitare. La maternità è l’essenza dell’ospitalità, non della proprietà. Una madre accetta di tenere in grembo il bambino, di dargli nutrimento, ma deve essere consapevole che egli non le appartiene. La donna deve essere capace di essere presente, ma anche di lasciare la propria assenza. Solo così il bambino potrà crescere e imparare a stare da solo sulle proprie gambe, esplorando la vastità del suo desiderio, capendo che esiste un modo al di fuori della madre. La genitrice, al tempo stesso, deve mantenere la sua natura di donna ed evitare che il figlio sia il suo intero mondo, oppure c’è il rischio che nasca una patologia. Il primo volto che vede un bambino è quello della madre ed in lei si riflette, scoprendo così se stesso. È dallo sguardo della mamma che il figlio può osservare il mondo. Se quando il bambino la guarda viene ricambiato da uno sguardo amorevole, allora l’immagine narcisistica che ha di sé verrà nutrita. Se lo sguardo che riceve è negativo, quell’immagine verrà intaccata e il piccolo recepirà di non essere sufficientemente amabile. La cura materna ha il potere di rendere il figlio unico e insostituibile. La maternità – ha concluso – o, più generalmente, la genitorialità, non è un legame di sangue, bensì un valore simbolico. Non basta avere spermatozoi e utero per essere padre e madre e l’eterosessualità non implica che delle persone siano bravi genitori».

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2015/09/19/news/compito-della-madre-e-quello-di-trasmettere-il-desiderio-di-vivere-1.12119963

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