Inedito di Sigmund Freud: “Le pulsioni di Wilson”

Ora sul lettino c’è anche Gesù
di Alessandro Pagnini, Il Sole 24ore, 27 settembre 2015

Il testo di Freud, proposto in edizione critica con l’originale tedesco a fronte nella eccellente curatela e nell’ampio commento di Manfred Heinz e di Roberto Righi, risale a un periodo incerto, tra il 1930 e l’inizio del ’32, ed è un testo che Freud destinò a rafforzare le premesse psicoanalitiche della biografia del Presidente americano Woodrow Wilson che il suo paziente William Bullitt, in quegli anni, aveva in animo di scrivere. Il libro di Bullitt uscirà solo nel ’67, e proprio nel primo capitolo conterrà il testo di Freud; riportato però con significative correzioni e omissioni (soprattutto relative alla teoria freudiana dell’omosessualità), a rimarcare più che altro differenze insanabili tra lui cristiano credente e Freud ebreo agnostico, pur nel comune giudizio negativo sull’umanitarismo sciocco e velleitario di Wilson, sul suo messianismo politico e sull’idea che una pace perpetua tra i popoli potesse essere garantita dalla Lega delle Nazioni.

Segue qui:

http://www.spiweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6329:freud-inediti-sul-cristianesimo-il-sole-domenica-27-settembre-2015&catid=812&Itemid=353

http://www.zeroviolenza.it/rassegna/pdfs/27Sep2015/27Sep2015ba4202918042d3155d1315e39a367942.pdf

Sigmund Freud, Manoscritto 1931. Inedito in edizione critica, La casa Usher, Firenze-Lucca, pagg. 106, € 11,00. In libreria dall’1 ottobre. A fianco uno stralcio in anteprima

Le pulsioni di Wilson

La richiesta di un parere sul carattere del presidente americano fu l’occasione per dimostrare la validità della ricerca psicoanalitica. E paragonarsi a Newton…

di Sigmund Freud, Il Sole 24ore, 27 settembre 2015

Sono stati scritti molti libri su Thomas Woodrow Wilson e molte persone che gli furono vicine hanno tentato di dare a sé stesse e ad altri una spiegazione della sua natura. Tutti questi tentativi di spiegazione hanno in comune di terminare con un punto interrogativo. Per i suoi stessi biografi e confidenti, Wilson è rimasto un personaggio pieno di contraddizioni, un enigma. Il colonnello House scrive nel suo diario il 10 giugno 1919: «Non ho mai conosciuto un uomo di cui si potessero avere da un’ora all’altra impressioni così alterne. E non è soltanto l’espressione del suo volto che cambia. Egli possiede un carattere talmente difficile e contraddittorio che non è affatto semplice formarsi un giudizio su di lui». Tutti gli amici e i biografi di Wilson sono giunti più o meno esplicitamente alla medesima conclusione.

Wilson fu certo una personalità complessa e non sarà facile trovare il cammino per arrivare alle visioni che possano stare a fondamento delle apparenti contraddizioni della sua natura. Non vogliamo abbandonarci a illusorie speranze, apprestandoci a sottoporre ad analisi la sua vita psichica. Questa analisi non può riuscire in modo completo e pienamente soddisfacente, perché di molti lati della sua vita e della sua natura non sappiamo nulla. Quel che in generale sappiamo di lui sembra meno rilevante di quel che non sappiamo. Tutte le cose che vogliamo sapere di lui potremmo apprenderle se fosse in vita e si sottoponesse alla fatica di un’indagine psicoanalitica. Ma egli non è più in vita e quindi nessuno conoscerà mai quelle cose. Non abbiamo probabilità alcuna di comprendere i fatti decisivi della sua vita psichica, con tutti i suoi dettagli e il suo intero contesto, e perciò non abbiamo nemmeno il diritto di definire come una psicoanalisi di Wilson il nostro lavoro. Esso piuttosto è uno studio psicologico, basato sul materiale a cui, per l’appunto, abbiamo avuto accesso: non avanziamo pretese maggiori.

D’altra parte, però, non vogliamo sottovalutare il fatto di sapere varie cose su molti aspetti della vita e del carattere di Wilson. Anche se non possiamo aspirare a un’analisi completa, le nostre conoscenze sono abbastanza ampie per giustificare la nostra speranza che possa riuscirci di individuare correttamente le linee principali del suo sviluppo psichico. A ciò che sappiamo su Wilson in quanto singolo individuo, possiamo anche aggiungere quel che la psicoanalisi ci ha insegnato, in via assai generale, su tutti gli esseri umani. Wilson, in fondo, era un uomo come un altro e soggetto alle stesse leggi dello sviluppo psichico. La validità universale di queste leggi è stata dimostrata dalla ricerca psicoanalitica attraverso l’esame di innumerevoli individui.

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http://www.spiweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6329:freud-inediti-sul-cristianesimo-il-sole-domenica-27-settembre-2015&catid=812&Itemid=353

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-09-27/le-pulsioni-wilson-081507.shtml?uuid=ACK25c5

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