Transgender: il cattivo esempio del Freud’s Bar

di Eugenia Romanelli, ilfattoquotidiano.it, 29 settembre 2015

Venerdi 25 settembre, dopo la pausa estiva, alla libreria Assaggi di Roma, proprio a due passi dalla Facoltà di Medicina e Psicologia de La Sapienza, e nel cuore del più bohémien dei quartieri della città, è tornato in scena il Freud’s Bar coi suoi appuntamenti mensili (per il programma prossimi mesi, leggi qui) nei quali, ormai da due anni, la Società Psicoanalitica Italiana (la più antica società di psicoanalisi dello stivale), si apre al pubblico. Il tema era di grande attualità: “Omo, etero, bisex e trans”. La coordinatrice, la psicoanalista Claudia Spadazzi, ha presentato la collega Simona Argentieri, dell’Associazione Italiana di Psicoanalisi. Nonostante la veneranda età, la Medaglia della Presidenza del Consiglio dei ministri per i meriti scientifici e culturali, una produzione bibliografica consistente, un interesse protratto nel tempo sulle tematiche inerenti alla cultura Lgbtqi, e l’impegno con la bioetica, la conferenziera ha dato una pessima prova. A cominciare dal confondere transgenderismo e intersessualità, o dal paragonare la disforia di genere col capriccio delle neo-diciottenni che chiedono come regalo per la maturità una mastoplastica.

Tralasciando per il momento il contributo debole e opaco della Argentieri (che per altro, al primo intervento critico del pubblico, si è dichiarata “rassegnata ad avere contro la comunità Lgbt” senza rispondere nel merito) vorrei riflettere sull’operato di una società, la Spi, che, forse per reagire alle accuse di chiusura, severità e arretratezza (e in linea col nuovo presidente, Nino Ferro, finalmente sensibile ai temi della contemporaneità) decide di aprirsi al confronto con la società, ma lo fa in modo sommario e superficiale. In particolare sulle questioni citate nel titolo dell’incontro (assurdamente raggruppate tutte insieme – malattie e orientamenti – e senza un focus) vista la scottante attualità, non ha molto senso infatti non invitare un rappresentante delle associazioni Lgbtqi, o dei medici che lavorano con le persone transessuali (contro cui la Argentieri e tutti i colleghi in sala hanno sferrato un acceso attacco).

Segue qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/29/transgender-il-cattivo-esempio-del-freuds-bar/2077121/

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