Thanopulos: “L’inconscio e la rete”

di Sarantis Thanopulos, ilmanifesto.info, 17 ottobre 2015

Esi­ste un incon­scio digi­tale? La que­stione è stata affron­tata nell’ambito dell’Internet Festi­val a Pisa in un dibat­tito tra psi­coa­na­li­sti inti­to­lato: «Il buio oltre la rete». L’inconscio digi­tale, il cui teo­rico è Der­rick de Kerc­khove, socio­logo cana­dese, sarebbe l’enorme massa di dati sulla nostra vita pre­senti nella rete e poten­zial­mente estraibili. Kerc­khove sovrap­pone due cose diverse. La prima è l’inconscio come moda­lità di fun­zio­na­mento men­tale, che pro­duce dati inac­ces­si­bili a una loro cono­scenza diretta. La seconda è il pro­cesso di accu­mu­la­zione di dati di cui non si è con­sa­pe­voli, per­ché fanno parte della «spaz­za­tura» di uno scam­bio infor­ma­tivo che con­suma i suoi dati molto in fretta o per­ché si pro­du­cono come infor­ma­zioni poten­ziali che restano in attesa di una loro estra­zione e uso. Que­sti dati sono diret­ta­mente cono­sci­bili a con­di­zione che si ado­pe­rino pro­ce­dure di recu­pero appro­priate. Non sono dati incon­sci, ma caso mai «pre­con­sci»: sono ai mar­gini della nostra coscienza ma pos­sono essere richia­mati in essa e usati.

L’approssimazione con cui i teo­rici della tec­no­lo­gia digi­tale trat­tano il «fat­tore umano», è in rela­zione con una con­ce­zione ideo­lo­gica del pen­siero che lo con­fi­gura come rete di con­nes­sioni neu­ro­nali assi­mi­la­bile al lin­guag­gio com­pu­ta­zio­nale. È una pro­spet­tiva fuor­viante: il pen­siero umano è indis­so­cia­bile dalla corporeità/gestualità e dall’affettività. La sua crea­ti­vità è diret­ta­mente pro­por­zio­nale all’estroversione (aper­tura all’inconsueto) della sog­get­ti­vità desiderante. Non esi­ste un pen­siero esclu­si­va­mente fon­dato sul cal­colo mate­ma­tico (che sor­regge l’intelligenza arti­fi­ciale), total­mente for­giato dal prin­ci­pio logico della non con­trad­di­zione. Pen­siamo in modo logi­ca­mente insa­turo, pieno di lacune e incoe­renze che sono col­mate da pen­sieri con­trad­dit­tori, libe­ra­mente asso­ciati tra di loro. Que­sta com­po­nente illo­gica del pen­siero con­scio è di natura meta­fo­rica: tra­sporta una rap­pre­sen­ta­zione men­tale da un campo di espe­rienza all’altro, crea con­nes­sioni per ana­lo­gia e ignora la coerenza.

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http://ilmanifesto.info/linconscio-e-la-rete/

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