Dietro a un mal di pancia si può nascondere un malessere psichico, oltre che fisico

Compito del paziente è quello di rivolgersi a un medico che sappia distinguere tra malore e disturbo psicosomatico

di Cristina Tognaccini, linkiesta.it, 26 ottobre 2015

«Se l’emozione non è scaricata all’esterno con l’attività fisica o con una idonea azione mentale, agirà sugli organi interni alterandone le funzioni». Lo scriveva nel 1876 lo psichiatra inglese Henry Maudsley all’alba della psicoterapia moderna. D’altra parte il mal di pancia del bambino che non vuole andare a scuola, il dolore “immaginario” dell’ipocondriaco, i malesseri psicosomatici, e gli attacchi di panico sono tutti segni che il nostro corpo invia per comunicarci qualcosa che risiede nell’inconscio.

Niente di nuovo, in fin dei conti, se si pensa che l’approccio psicosomatico alla malattia era già chiaro a Platone e anche a Ippocrate che, già nel IV secolo a.C., affermava che tutte le funzioni organiche sono influenzate dalle passioni. E proprio il problema psicosomatico rappresenta il nucleo originario attorno al quale si è originato il movimento psicoanalitico con Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi, anche se oggi è un po’ obsoleto parlare di malattie psicosomatiche, e si preferisce parlare di un tutt’uno mente-corpo continuamente connesso, un unicum che va sempre considerato nel suo insieme.

Per citare una delle metafore più famose di Freud, egli paragonava la nostra mente a un iceberg, in cui la parte che emerge al di sopra dell’acqua, più piccola, è la parte conscia, mentre quella sommersa, molto più grande, è la parte inconscia. A livello conscio si trova tutto ciò di cui noi abbiamo coscienza e conosciamo, dalle idee, ai ricordi, agli affetti, mentre nell’inconscio si trova tutto ciò che è sconosciuto anche a noi stessi, ciò che non raggiunge lo stato di coscienza. Elementi con cui siamo entrati in contatto e che abbiamo immagazzinato nel nostro corpo ma di cui non abbiamo coscienza. A volte l’inconscio invia dei segnali più o meno visibili, di cui spesso ci disinteressiamo o che possono essere ignorati, mentre in altri casi, soprattutto nelle situazioni di sofferenza quando i segnali sono più evidenti, si ricorre alla psicoanalisi come specifica possibilità di cura che indaga le motivazioni inconsce di questi comportamenti.

Segue qui:

http://www.linkiesta.it/it/article/2015/10/26/dimmi-cosa-sogni-e-ti-diro-che-malattia-hai-gli-strani-sintomi-dellinc/27933/

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