Torna «In Treatment»

Costanzo: la psicanalisi in tv? Esercizio d’ascolto degli altri

Il regista di “In Treatment 2”: Castellitto sempre emozionante

di Fulvia Caprara, lastampa.it, 23 novembre 2015

Il grande show della psicanalisi, con i suoi personaggi tormentati, i nodi da sciogliere, le rivelazioni, le tragedie annunciate. Dopo il successo della prima stagione, Saverio Costanzo ha diretto la seconda serie di In Treatment (da oggi su Sky Atlantic Hd alle 19,40) imparando a muoversi sempre meglio dentro una «struttura drammaturgica classica, da tragedia greca, che prevede un prologo, un primo atto, un colpo di scena e un epilogo». Una costruzione che affascina i telespettatori, perchè guardare In Treatment è un po’ «come spiare le sedute di analisi di qualcuno . Non ci sono pretese scientifiche, ma ci si sente accompagnati in una specie di seducente voyeurismo». Al centro della solida impalcatura di In Treatment c’è di nuovo il Dottor Mari, colpito dalle «tempeste delle vita», la fine del matrimonio, l’allontanamento dai figli, il trasloco in un nuovo appartamento e soprattutto il processo che dovrà affrontare dopo essere stato accusato dal padre di un suo paziente, di non aver saputo evitare il suicidio del figlio: «Castellitto è un attore sorprendente, ha una maturità, un carisma, una grande dolcezza negli occhi e una capacità di dare energia a tutto il set. Di Mari sa rendere al meglio il tono di distacco partecipato e, quando fa venir fuori il suo “Io paterno”, è davvero emozionante». Stavolta dovrà vedersela con temi spinosi come l’«elaborazione del lutto» e perfino ingaggiare una corsa contro il tempo per convincere la giovane studentessa Elisa (Greta Scarano) a curarsi il cancro che le è appena stato diagnosticato: «Guardare In Treatment può essere utile come esercizio di ascolto delle persone, una pratica che restituisce sempre qualcosa. È una televisione intelligente, che si propone al pubblico in modo onesto».

Segue qui:

http://www.lastampa.it/2015/11/23/spettacoli/costanzo-la-psicanalisi-in-tv-esercizio-dascolto-degli-altri-w9Ur90YqmoECyImP0ibsxJ/pagina.html

di Barbara Nevosi, metronews.it, 22 novembre 2015

Selvaggia, Giovanna, Emma, Orietta, Claudia, adesso Mara. Sono tantissime le donne che Isabella Ferrari ha portato sullo schermo in 34 anni di carriera: belle, sofferenti, tormentate, malate, maltrattate. L’attrice, piacentina, romana di adozione, arriva nella seconda stagione di “In Treatment”, la serie diretta da Saverio Costanzo al via da stasera ore 19.40 e ore 23.10 (da lunedì a venerdì) su Sky Atlantic e su Sky Cinema Cult (ore 20.30) per portare scompiglio nella vita dello psicanalista Giovanni Mari-Sergio Castellitto.

Signora Ferrari, chi è Mara?
Un personaggio in crisi col marito, in crisi di mezza età e in terapia da Anna (Licia Maglietta). Mara e Giovanni sono stati felici in gioventù, si rincontrano fuori dallo studio della psicanalista. Lei è alle prese con una madre ossessiva e dominante, lui con una troppo debole.

Non ha mai fatto mistero di essere stata in analisi…
La prima volta avevo 27 anni, l’ho fatta in diversi periodi della vita e ne posso pensare solo bene: fare analisi è come imparare un’altra lingua.

Segue qui:

http://www.metronews.it/15/11/22/anche-isabella-paziente-di-treatment.html

Castellitto e “In treatment 2”: “La parola è un effetto speciale”

Nuovi personaggi nella serie diretta da Saverio Costanzo da lunedì su Sky Atlantic HD. L’attore è lo psicanalista Mari: “Recitando ci mettiamo a nudo e sveliamo qualcosa”

di Silvia Fumarola, repubblica.it, 21 novembre 2015

Lo psicanalista Giovanni Mari si è separato. Nel salotto-studio della nuova casa fa i conti con la sua vita e con le vite degli altri. Il padre di un paziente, Dario (Guido Caprino), convinto che il figlio si sia suicidato perché l’analista non ha saputo aiutarlo, l’ha denunciato. Sarà Irene (Maya Sansa), avvocato e sua ex paziente, a difenderlo. La seconda stagione di In treatment di Saverio Costanzo da lunedì su Sky Atlantic HD (19.40 e alle 23.10) è emozionante. “Abbiamo lavorato quasi in presa diretta “, racconta Costanzo “con lunghi ciak per non spezzare la tensione”. Nel cast Licia Maglietta (mentore di Mari), la coppia in crisi Adriano Giannini-Barbora Bobulova porta in terapia il figlio considerato “debole” che si consola col cibo. Isabella Ferrari è un ex amore dello psicanalista. Tra i nuovi pazienti l’ingegnere Michele Placido: tiene tutto sotto controllo – anche il cappotto di cachemire sul divano, nel timore che glielo rubino – ha un rapporto conflittuale con la figlia Alba Rohrwacher e soffre di attacchi di panico; la studentessa Greta Scarano non vuole sottoporsi alla chemioterapia che potrebbe salvarla, durante la seduta non ce la fa a pronunciare la parola “cancro “, la scrive su un foglietto.

L’articolo segue qui, dove è presente anche un video:

http://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2015/11/22/news/castellitto_e_in_treatment_2_la_parola_e_un_effetto_speciale_-127907145/?refresh_ce

Torna «In Treatment». Lo psicanalista Castellitto stavolta si mette a nudo

Su Sky Atlantic la seconda stagione della serie

di Giulia Bianconi, iltempo.it, 21 novembre 2015

Due anni dopo il successo della prima stagione, torna «In Treatment» la serie prodotta da Sky e realizzata dalla Wildside che ha portato la psicanalisi sul piccolo schermo italiano. Dal 23 settembre su Sky Atlantic va in onda la seconda stagione della serie diretta da Saverio Costanzo con protagonista Sergio Castellitto, che nei panni del dottor Mari avrà a che fare con vecchi e nuovi pazienti.

Per sette settimane nei trentacinque episodi, in programma dal lunedì al venerdì alle ore 19.40 e 23.10 su Sky Atlantic e alle 20.30 su Sky Cinema Cult, vedremo alternarsi sul divano del nuovo studio dello psicanalista (che si è trasferito dopo la separazione dalla moglie) ogni giorno un paziente diverso che dovrà fare i conti con tormenti, conflitti e segreti. In questa stagione vedremo anche il protagonista mettersi sempre più a nudo, svelando il proprio lato umano. «Il dottor Mari diventa più fragile, ma anche più aggressivo – racconta Castellitto – Quando va dalla sua terapeuta, tira fuori una rabbia che lo rende umano». Per l’attore romano il successo di questa serie «è di aver riconsegnato alla parola un primato eccezionale, dandogli il significato di un effetto speciale». «Abbiamo lavorato quasi sempre in presa diretta, con lunghissimi ciak che ci permettevano di entrare nei personaggi senza interruzioni – spiega il regista della serie, Saverio Costanzo – E in più, all’interno di questo spazio enorme fatto a volte anche di 30 minuti di girato, capitava all’attore qualcosa di imprevisto».

Le sedute del dottor Mari iniziano lunedì con Maya Sansa, nei panni di un’avvocato di successo. Irene (questo il nome del personaggio) oltre a occuparsi della difesa del terapeuta nel caso di morte dell’ex paziente Dario Tebaldo (interpretato da Guido Caprino nella prima stagione), tornerà ad andare in analisi dal dottore, come aveva fatto vent’anni prima. Dei vecchi pazienti di Mari, ritroviamo ogni martedì Lea e Pietro che, dopo la crisi coniugale della prima stagione, hanno deciso di separarsi. Ma in terapia con loro questa volta c’è anche il figlio Mattia (interpretato dal giovane Francesco De Miranda) che non riesce ad accettare la fine del matrimonio dei genitori tanto da riversare il suo dispiacere nel cibo. «Devo ammettere che è stato più complesso interpretare il mio personaggio» confessa Adriano Giannini. Per Barbara Bobulova è stato il contrario: «Conoscevo il meccanismo, quindi sapevo a cosa andavo incontro. Poi amo gli imprevisti e con la presenza di Francesco, ce ne potevano essere ancora di più».

Segue qui:

http://www.iltempo.it/cultura-spettacoli/2015/11/21/torna-in-treatment-lo-psicanalista-castellitto-stavolta-si-mette-a-nudo-1.1481523

Sergio Castellitto terapeuta cura i mali di vivere in tv

Lunedì torna su Sky la seconda edizione di “In Treatment”: un linguaggio attento e preciso e, come pazienti, Licia Maglietta, Maya Sansa, Michele Placido, Isabella Ferrari e Viola di “Suburra”

di Monica Granchi, bo.unita.tv, 21 novembre 2015

In treatment”: vere e proprie sedute di analisi in tempo reale. Un terapeuta, i suoi quattro pazienti, anzi cinque perché una seduta è di coppia, il suo supervisore e uno studio. Tutto qui. Torna, dal 23 novembre, l’apparente semplicità del format più bello e complesso della tv. Ogni giorno, alle 19.40, su Sky Atlantic. Tornano il dottor Mari, uno strepitoso ed intimo Sergio Castellitto, la coppia in crisi Giannini- Bobulova e l’analista dell’analista, Licia Maglietta. Grande l’attesa per il resto del cast composto da Michele Placido, Isabella Ferrari, Alba Rohrwacher, Maya Sansa e Greta Scarano, agli onori della cronaca per l’interpretazione della tossica Viola in Suburra. Fin dalla prima stagione, quello del dottor Mari è un successo. Ma è un appuntamento impegnativo quello con l’analisi in tv, quasi una vera terapia: si devono rispettare gli orari cinque giorni su sette e si deve chiedere alla concentrazione uno sforzo aggiuntivo perché la serie va in onda nella fascia preserale, quando l’attenzione prende un po’ di respiro, tra gli impegni quotidiani e il telegiornale, apparecchiando la tavola. Ma, a giudicare dai risultati, In treatment pare una vera e propria cura. Per la televisione stessa. Dopo gli adrenalinici serial dedicati al crimine, dopo i reality ed i talent, Sky torna all’uomo e alla sua centralità.

Psicanalisi per un vasto pubblico

Ma come può la tv, da sempre costruita su “caratteri” al limite dello stereotipo che gli consentono allo spettatore un meccanismo di immedesimazione, abbandonare la consueta lente di ingrandimento per il microscopio dell’analisi senza rinunciare ad un pubblico vasto? E come può la scienza della psicoanalisi riuscire ad ambientarsi in tv, mezzo di comunicazione di massa per eccellenza? Nell’epoca della rete, degli sms, della velocità di comunicazione, nell’epoca in cui anche il cinema ha sostituito la trama con il mero ma dinamico susseguirsi di azioni e colpi di scena, la tv torna ad utilizzare il linguaggio più antico, aprendo le porte al teatro e al suo linguaggio. E anche se sembra un paradosso, visto che il teatro vive una crisi che sembra insanabile, è proprio questa la sua carta vincente. Il rapporto tra teatro e televisione non è nuovo. Sì, perché fin da suoi albori, la tv assolve a una funzione pedagogica e l’arte drammatica copre buona parte del palinsesto. Un primato che, purtroppo, oggi spetta a una tv privata. Un rapporto che, nel 1975, dopo la messa in onda dello storico Orlando Furioso, capolavoro di Ronconi, si salda in maniera sostanziale sancendo la nascita del teatro per la tv, ben diverso dal teatro in tv. Uno sforzo immane per un tentativo riuscito solo per metà. Ma una via segnata. E anche l’analisi non è nuova in tv. Ospitata, di fatto, attraverso il cinema, proiettato verso l’inconscio da un’attrazione fatale. Dallo storico Freud, passioni segrete, di John Huston, al più recente A Dangerous Method di Cronenberg, passando per Hitchcock. Da sempre il cinema racconta l’analisi. Un racconto per immagini. Qui, invece, tutto è diverso. In treatment è la tv che non si fa scrupolo di utilizzare e mescolare diversi elementi di forza: che si tratti di cinema, teatro o psicoanalisi. Perché è così che nasce la televisione, come mezzo inclusivo. Del cinema non tiene poi molto: abbandona l’azione, la scenografia e gli effetti speciali; abbandona soprattutto il suo schema narrativo. Smette di mostrare. Nulla, tranne la seduta stessa, accade nello studio del dottor Mari. E nulla di ciò che viene detto viene mai mostrato davvero. Ma, del cinema, la tv si tiene i primi piani. Gli occhi, si sa, sono lo specchio dell’anima. E se non è lecito confondere anima ed inconscio, in In treatment quegli occhi hanno il loro valore.

Segue qui:

http://www.unita.tv/focus/sergio-castellitto-terapeuta-cura-i-mali-di-vivere-in-tv

Cosa chiedono gli italiani allo psicanalista

Siamo meno depressi, ma più ansiosi. E andiamo in crisi per colpa dell’amore e del sesso. Mentre in tv torna la serie In Treatment, abbiamo indagato sulle nuove paure che confessiamo solo sul lettino

di Mattia Carzaniga, donnamoderna.com, 19 novembre 2015

«Sono stato in analisi per anni. Non è successo niente. Il mio analista, per la frustrazione, cambiò attività: aprì un self-service vegetariano». Così parlava Woody Allen nel film del 1986 Hannah e le sue sorelle. A distanza di 30 anni, le cose sembrano essere cambiate. Anche da noi. L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di psicologi e psicoterapeuti: quasi 90.000 iscritti all’albo secondo gli ultimi dati dell’Ordine nazionale. E la psicanalisi, da “sport” per i pochi che potevano permetterselo e comprenderlo, è sempre più popolare. Il merito va dato anche a serie tv come In Treatment, diretta da Saverio Costanzo: i 35 episodi della seconda stagione, che parte il 23 novembre su Sky Atlantic (dal lunedì al venerdì alle 19.40 e alle 23.10), cercano di fotografare le angosce e i non-detti dell’Italia di oggi.

Segue qui:

 

http://www.donnamoderna.com/attualita/italiani-dallo-psicanalista-ansia-amore-sesso

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