Quando la psicanalisi non è una esperienza tecnica ma esercizio di responsabilità

di Nadia Fusini, repubblica.it, 7 dicembre 2015

Il saggio “Onore al sintomo” di Gabriella Ripa di Meana è una meditazione sul momento in cui nella vita di un adulto si impone il male. Questo è a suo modo un libro estremo, una riflessione sul senso e sul valore della malattia condotta con l’arma del coraggio intellettuale e sul filo di una grande umanità. Lo dice già il titolo, Onore al sintomo: formulazione in cui risuona chiara la volontà di accogliere quel che in ogni esistenza individuale irrompe con la forza dell’imprevisto, dello scarto, dell’inciampo. Tutte azioni che nel suo etimo, il termine “sintomo” contiene. L’assunto che sostiene queste pagine emotivamente molto intense e ricche di memoria letteraria è, con Hölderlin, la convinzione che laddove cresce il pericolo, cresce anche ciò che salva… E dunque quel che mette in scacco la nostra idea di un’esistenza armoniosa e felice è, allo stesso tempo, l’occasione di una trasformazione: concetto, questo, assai importante nel mestiere che l’autrice pratica.

Segue qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/12/07/quando-la-psicanalisi-non-e-una-esperienza-tecnica-responsabilita46.html?ref=search

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