Frammenti di memoria di Silvia, una bambina senza stella

di Giuseppe Ceretti, ilsole24ore.com, 14 dicembre 2015

Immaginate di trovarvi in una stanza. Alle pareti sei quadri che raffigurano campagne della Lombardia, dissimili tra loro più di quanto possa pensare un osservatore neutro. Paesi chiusi in una sorta di stato originario che non conosce tempo, con sullo sfondo, non molto lontana, una città avvolta dai bagliori della guerra; e in ciascuno dei dipinti la stessa bambina, mai al centro del dipinto, anche se quanto la circonda prende forma da ciò che i suoi occhi vedono e la sua mente costruisce con le rare gioie e le molte sofferenze scaturite da un dolore “che non cade mai in prescrizione”. Eppure sul suo volto mai si legge rassegnazione, ma solo voglia di capire, di essere amata, di amare. Non altrimenti si può definire l’ultimo libro di Silvia Vegetti Finzi. L’autrice e protagonista lo confessa sin dalle prima pagine: darò voce a frammenti di memoria, a lampi d’oscurità di un passato “che nessuno ha mai raccolto in un album di famiglia”. Solo una spiegazione, doverosa: la bambina è “senza stella” perché non è stata marchiata con la stella giudaica, costretta tuttavia ad affrontare un precoce abbandono in forza delle persecuzioni razziali. Nasce così tra Silvia e la bambina (così chiamata per sottrarla all’egocentrismo dell’autobiografia) un dialogo che sovrappone, in un gioco di specchi, i ricordi di episodi e la riflessione “talora psicanalitica”.

Segue qui:

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-12-14/frammenti-memoria-silvia-bambina-senza-stella-155719.shtml?uuid=ACjCc6sB&refresh_ce=1

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