Silva: “Papa Carlotta”

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 23 dicembre 2015

Ieri mattina mi è arrivata questa lettera: “Gentile prof. Silva, mi chiamo Carlotta, ho venticinque anni e mi commuove il suo insistente interrogarsi sulle cause della repentina decadenza della chiesa, senza peraltro mai pervenire a una convincente spiegazione. Approfittando del Natale, simbolo di nascita, mi permetto di esporle la mia idea, meno colta ed elaborata della sua ma certo più precisa e decisa: la chiesa deve morire e risorgere in altre vesti, le mie, incoronandomi Papa, Papa Carlotta. Per quale merito? Per la mia totale mancanza di buon senso e buona creanza, per la mia spensieratezza. Immagino che lei, gentile prof. Silva, sorrida, oso pensare che se poc’anzi era di umore incerto ora sia più allegro e si stia chiedendo cosa mi appresto a fare per conquistare il Soglio pontificio e per esserne degna. Semplice: mi propongo come la migliore amica di Dio. Il ballo e la pittura sono gli strumenti con cui Lo intratterrò, per una volta tanto marinando la messa Egli sarà felice di accomodarsi su una poltrona con un sigaro in bocca, guardarmi mentre lo ritraggo. Dipingerò Dio davanti alla finestra spalancata sui giardini vaticani e Lui dipingerà me, curiose le farfalle si poseranno sui nostri pennelli. La notte, quando la luna barbaresca si tingerà di sangue, sulla cupola di Michelangelo danzerò. Non basta tutto questo per diventare Papa? C’è dell’altro. I dogmi li forgerò con le mie mani, li infilerò come anelli e ditali nelle mie dita, li preserverò dalla temperie del tempo. Adoro i dogmi, il loro sfrontato esserci, guai a chi me li vorrà rubare o solamente sbeffeggiare, sarò più conservatrice di Ratzinger e più rivoluzionaria di non so chi, non ci sarà bisogno di rinnovare la chiesa perché non ci sarà bisogno della chiesa, io sarò la chiesa, nominerò Guardie svizzere i cardinali, i preti giocheranno a pallone tutto il giorno, ai presidenti in visita regalerò un mio acquarello, altro che le patacche in similpelle che l’un l’altro i padroni del mondo si rifilano. Dio sarà soddisfatto, con il pennello e il tip-tap lo distrarrò dalla voglia satanica, che ogni tanto lo assedia, di tornare nel silenzio dell’eterno Nulla, quando era pazzo e con le mani schiacciava le nascenti stelle. Avrò i miei momenti di riposo, pioverà e indosserò un paio di jeans, entrerò in una pasticceria per bermi una cioccolata e tutti a dire: Papa Carlotta è in pasticceria, Papa Carlotta è in pasticceria, guardatela, guardatela, si è messa in jeans! Perché no, Dio mi vuole birichina e un po’ strana, allora ride e mi guarda, un po’ strano anche lui.

Segue qui:

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2015/12/23/papa-carlotta___1-vr-136347-rubriche_c402.htm

 

 

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2 thoughts on “Silva: “Papa Carlotta”

  1. Marina Bilotta. ha detto:

    “La notte porta consiglio”. E Allah sorride.

    • rassegnaflp ha detto:

      E’ possibile, utilizzando il link riportato alla fine del brano, inviare all’autore un commento nella sezione “Inizia la discussione” avendo prima seguito le istruzioni per registrarsi.

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