Contributi – Dall’antica Roma all’impero di Putin tutti ricchi con Monopoli

di Massimiliano Panarari, lastampa.it, 27 dicembre 2015

Fil rouge: la curiosità. Per le feste si consiglia di farsi trasportare da letture in grado di stimolare questa virtù inestimabilmente preziosa e mai abbastanza praticata.

D’obbligo cominciare con Una storia naturale della curiosità (Feltrinelli, pp. 412, € 30) di Alberto Manguel, il bibliofilo, studioso e molto altro che da giovane fu uno dei «lettori» per l’ormai non vedente Jorge Luis Borges. Onnivoro dei libri e della conoscenza, Manguel dichiara «La curiosità mi incuriosisce», e intraprende un viaggio verso la conoscenza sulla scorta di alcune domande, una per capitolo (da «Come ragioniamo?» a «Che cos’è vero?», fino a «Che cosa viene dopo?»). Lo fa sulle spalle di giganti come Rabelais, Montaigne, Shakespeare, e, su tutti, il nostro Dante Alighieri, intorno alla cui Commedia questo volume interamente ruota. In un reticolo di storie, pensieri, grandi autori e autobiografia personale, un superbo manifesto dell’eclettismo e un elogio della curiosità (attraverso la quale, da bambini, cominciamo a conoscere e prendere confidenza con il mondo).

Un’altra storia, alquanto diversa, da leggere sotto l’albero – pensando, per converso, a chi non è fortunato –, è quella che racconta John Kampfner (attualmente direttore della Creative Industries Federation britannica, ed ex direttore del settimanale laburista New Statesman). Si tratta della Storia dei ricchi (Feltrinelli, pp. 480, € 25), dalla Roma repubblicana di Marco Licinio Crasso sino alla Mosca oligarchica degli amici di Putin, popolata di cresi moderni come il multimiliardario di origini uzbeke Alisher Usmanov, magnate dell’acciaio e del ferro e socio nell’Arsenal Football Club, investito della missione di restaurare il patrimonio artistico della Russia. Già, perché il super-ricco deve fare filantropia e beneficenza, come stabilì verso fine Ottocento un testo decisivo del robber baron Andrew Carnegie (uno che di industria metallurgica se ne intendeva); e, così, in questo libro che va alla ricerca dei tratti comuni e delle invarianti nella storia degli accumulatori globali di patrimoni se ne scopriranno delle belle (e inquietanti…).

Se a Natale pensate di regalare il «gioco da tavolo più famoso del mondo», e vi venisse la curiosità di saperne qualcosa di più, il libro che fa per voi è Monopoli Stories della reporter del New York Times Mary Pilon (Egea, pp. 226, € 21). Un volume che ne sovverte la storia sin qui conosciuta: prima di venire convertito in un catechismo del capitalismo speculativo era infatti tutt’altro (praticamente l’opposto). Perché, ci racconta la giornalista, l’inizio della storia non è l’edificante vicenda di Charles Darrow, il sedicente disoccupato che negli anni della Grande Depressione avrebbe venduto l’idea alla Parker Brothers, prendendo due piccioni con una fava (riscattarsi dalla povertà e salvare l’azienda di giocattoli dall’imminente fallimento). In origine c’era, in verità, il Landlord’s game, inventato nel 1904 da Elizabeth Magie Phillips sulla scorta delle dottrine progressiste dell’economista Henry George, che doveva fungere da ausilio per spiegare all’opinione pubblica i pericoli di oligopoli e monopoli. Trent’anni dopo, la Parker acquistò da lei i diritti (per 500 dollari e senza royalties) e lanciò il Monopoly stravolgendone lo spirito.

Una smisurata curiosità su cosa si muovesse dentro le teste degli individui, e dietro il fondale della loro sociabilità pubblica e rispettabilità borghese, animava come noto il padre della psicoanalisi, al quale una sua notevole conoscitrice, Élisabeth Roudinesco, ha dedicato una corposa e ricca biografia intellettuale, né incensatoria né denigratoria. Il suo Sigmund Freud nel suo tempo e nel nostro(Einaudi, pp. 512, € 34) vuole fare piazza pulita di vari stereotipi e leggende metropolitane e, de facto, ci mostra come la «rivoluzione terapeutica» e culturale freudiana, nonostante l’indiscutibile invecchiamento, marchi ancora massicciamente l’immaginario odierno. E, sempre a proposito di mente umana e di curiosità intorno a ciò che si muove nei dintorni del cuore, segnaliamo Un letto per due (Cortina, pp. 206, €14) del sociologo Jean-Claude Kaufmann su gioie e dolori («soffici letti e dure battaglie»…) della condivisione della stanza da letto; mentre ne La gelosia (Laterza, pp. 296, € 19) la storica delle idee Giulia Sissa effettua una genealogia intellettuale di questa «passione inconfessabile» e una sua inusitata e non scontata riabilitazione. Anche se a Natale, si sa, dovremmo essere tutti più buoni…

https://www.lastampa.it/2015/12/27/cultura/tuttolibri/dallantica-roma-allimpero-di-putin-tutti-ricchi-con-monopoli-NCh9NF2cUyGhUmjqzUPZeM/pagina.html

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