Élisabeth Roudinesco: “Perché siamo tutti freudiani (anche i nemici)”

Intervista alla studiosa francese che ha pubblicato una biografia del padre della psicanalisi: “I suoi studi continuano a disturbare la nostra coscienza”

di Fabio Gambaro, repubblica.it, 31 dicembre 2015

Occorreva fare un bilancio pacato dopo le polemiche infuocate degli ultimi anni”. Élisabeth Roudinesco parla di Sigmund Freud, l’inventore della psicanalisi, contro il quale nell’ultimo decennio sono state mosse critiche violente che non hanno risparmiato la sua vita privata e le sue pratiche cliniche. Per questo, la studiosa francese, psicanalista e storica della psicanalisi, ha scritto una nuova accurata biografia dell’autore dell'”Interpretazione dei sogni”, la cui vita viene proiettata sul contesto storico-culturale in cui è nato il movimento psicanalitico: Sigmund Freud nel suo tempo e nel nostro (Einaudi). “A oltre settantacinque anni dalla sua scomparsa, Freud continua a disturbare la coscienza occidentale “, spiega la studiosa. “Oggi però è diventato un classico del pensiero occidentale che non appartiene più né agli psicanalisti né agli antifreudiani. Freud appartiene alla cultura mondiale”.

Come spiega la violenza delle accuse contro di lui?
“Le polemiche fanno parte della vita delle idee. Diventando importante, un movimento alimenta un’opposizione critica. Oltretutto la psicanalisi è diventata molto dogmatica. Per molti psicanalisti Freud è un mito intoccabile intessuto di leggende. Questo atteggiamento agiografico ha favorito le critiche, le quali talvolta hanno prodotto un antifreudismo viscerale. Basti pensare al Libro nero della psicanalisi o al recente volume di Michel Onfray. A Freud è stato rimproverato di tutto. Lo si è accusato di rimettere in discussione la morale sessuale e religiosa, ma anche di essere inefficace sul piano medico-scientifico”.

È stato anche accusato di essere misogino…
“Non sono d’accordo. Certo era un uomo del XIX secolo per niente femminista, ma in fondo ha contribuito all’emancipazione delle donne. Era un conservatore illuminato, favorevole all’aborto e alla contraccezione. Pensava che le donne dovessero avere il diritto di lavorare e di sposarsi liberamente. Il vero rimprovero da muovere a Freud riguarda la neutralità della psicanalisi rispetto alla società e alla politica. Considerava la psicanalisi autosufficiente e ha quindi sostenuto che gli psicanalisti dovessero essere apolitici. Questa posizione spiega il suo iniziale tentativo di collaborare con il nazismo e il Göring Institut di Berlino per salvare la psicanalisi. Fu il suo grande errore. Per spiegare questa posizione bisogna però tenere presente il suo radicale anticomunismo e ancor di più la sua opposizione a Wilhelm Reich”.

Segue qui:

http://www.repubblica.it/cultura/2015/12/31/news/e_lisabeth_roudinesco_perche_siamo_tutti_freudiani_anche_i_nemici_-130419860/

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