Recalcati e i tabù

I tabù del mondo un lungo viaggio alla scoperta di ciò che siamo

di Massimo Recalcati, repubblica.it, 2 gennaio 2016

Il nostro tempo non sembra conoscere più l’ombra tetra del tabù. L’enfasi della libertà da ogni vincolo sembra aver demolito ogni rispetto nei confronti del senso del limite che l’esistenza del tabù indicava. In primo piano è una volontà di autoaffermazione che giudica oscurantiste tutte quelle ragioni che vorrebbero imporle degli ostacoli. Al nostro tempo sfugge il nesso che lega l’esperienza del limite a quella del desiderio. Nella lettera ai Romani Paolo di Tarso mostra, infatti, come sia proprio l’esistenza stessa della Legge a fare esistere il peccato. Senza la Legge non vi sarebbe né senso della trasgressione, né senso di colpa. È quello che accade nel mito biblico di Adamo e Eva di fronte all’albero della conoscenza: il sonno pacifico della loro innocenza viene interrotto dall’introduzione di un divieto che impone la definizione di una soglia che non si deve valicare. Ma l’effetto di questo divieto non è quello di spegnere il desiderio trasgressivo, ma di alimentarlo insieme all’angoscia che comporta il dramma inedito della scelta: mangiare o non mangiare il frutto proibito? Lo sanno bene anche i bambini: l’oggetto interdetto — l’oggetto sul quale cade la proibizione — è il più desiderato. Il che significa che la Legge non è semplicemente un antagonista repressivo del desiderio, ma lo alimenta continuamente.

Segue qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/01/02/i-tabu-del-mondo-un-lungo-viaggio-alla-scoperta-di-cio-che-siamo42.html?ref=search

I tabù ci fanno bene

Intervista di Lucia Tironi, video.repubblica.it, 2 gennaio 2016

Lo psicanalista Massimo Recalcati il 3 gennaio inaugura un nuovo appuntamento domenicale di Repubblica: sul giornale si avvia la sua rubrica “Tutti i tabù del mondo”, a partire da una riflessione sul complesso di Edipo. “Il tabù introduce la dimensione della legge nella vita umana, una soglia che non si può valicare. Ma se interdici un oggetto,  ne alimenti il desiderio. E quindi anche la trasgressione, che non esisterebbe se non ci fosse un limite. Bisognerebbe riabilitare la dimensione costruttiva dei tabù, in questo tempo della disinibizione assoluta”, senza vergogna né senso di colpa.
Riprese e montaggio Giulia Costetti e Silvia Valenti

Vai al link: 

http://video.repubblica.it/cronaca/recalcati-i-tabu-ci-fanno-bene/223243/222492?ref=HRER2-1

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