Goodbye Freud, la psicologia abbandona il Novecento

Dopo la scuola del sospetto di Marx, Freud e Darwin, è l’ora di sospettare anche di costoro. Si tratta di prendere atto che oggi nessuno crede più nel potere taumaturgico del conoscere: sapere, rendere cosciente ciò che prima era ignoto e perfino inconscio, incide poco sui fatti

di Giovanni Maria Ruggero, linkiesta.it, 9 gennaio 2016

I tempi cambiano, rapidamente. Anche nel campo della psicoterapia. Per qualche anno abbiamo sentito parlare molto di mindfulness, e forse abbiamo già scavalcato la cresta di quell’ondata di meditazione arrivata dall’oriente. Eppure, malgrado la possibile risacca degli esercizi di consapevolezza mentale, diventa sempre più condivisa e seguita una direzione ben precisa, una strategia di evoluzione della psicoterapia che, man mano che lievita, dimostra un interesse sempre più scarso e decrescente per l’esplorazione interiore, per lo scavo teso alla conoscenza del cosiddetto profondo.

Insomma, si è persa fiducia nel potere taumaturgico della conoscenza. L’atto del conoscere, del sapere come è fatta una cosa, è considerato meno curativo e meno capace di mutare l’ordine delle cose per sola virtù propria. È un secolo sempre più incredulo: dopo che il suo predecessore, il ‘900, aveva voltato le spalle alle grandi teologie in nome della conoscenza critica, questo nuovo tempo dissacra anche la conoscenza stessa, svalutandola a gioco intellettualistico. Non basta sapere per cambiare. E perché mai un processo dovrebbe mettersi in moto dopo che la mente umana l’abbia conosciuto? Dopo la scuola del sospetto di Marx, Freud e Darwin, è l’ora di sospettare anche di costoro. Per la verità si sospetta più Marx e Freud (e più Marx di Freud), mentre Darwin appare inattaccabile. In fondo quest’ultimo aveva ben poco a che fare con gli altri due, un britannico contro due mitteleuropei. I quali, con tutto il loro illuminismo, avevano cercato di rivelare un’essenza, una metafisica sia pure materialistica del mondo. Quanto do più lontano dal pragmatismo del “basta che funzioni” anglo-americano. Cercavano una spiegazione definitiva che potesse cambiare il mondo una volta che si fosse rivelata alla mente umana. Mentre Darwin si limitò a descrivere un modello, sia pure di grande respiro. Darwin descrisse delle funzioni, non cercò delle essenze.

Segue qui:

http://www.linkiesta.it/it/article/2016/01/09/goodbye-freud-la-psicologia-abbandona-il-novecento/28852/

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