Castigliego: “Parla con loro”

di Giuliano Castigliego, giulianocastigliego.nova100.ilsole24ore.com, 10 gennaio 2016

Quando Freud, più di un secolo fa, svelava la sessualità infantile nella non proprio puritana Vienna era scandalo. Ora i tabù legati al sesso sono per fortuna in gran parte stati infranti – e un po’ del merito va anche alla bistrattata psicoanalisi. È ancora però un tabù ai nostri giorni parlare di disturbi mentali nei bambini e negli adolescenti. Lo testimonia un serio studio inglese recentemente citato in un bell’articolo del Guardian. Nonostante un bambino inglese su 10 sia colpito da un disturbo psichico, il 55% dei genitori non ha mai discusso di salute mentale con i propri figli. Ancora più scioccante che il 45% dei genitori intervistati dica di non averlo fatto perché “is not an issue”. Un’ isolata eccezione dell’isola Inglese? Non proprio, visto che in Italia uno studio epidemiologico PrISMA Study  condotto nel 2009 nelle scuole su un campione di 3500 scolari indica un’analoga percentuale del 10% di ragazzi che presentano un disturbo mentale diagnosticabile secondo i criteri del DSM-IV. La stessa ricerca dimostra purtroppo che di questo 10% , l’80% non aveva mai ricevuto una consulenza medica o psicologica. Non basta: Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità “il carico di disabilità legato ai disturbi mentali è destinato ad aumentare e nel 2020 i bambini e adolescenti ad aver bisogno di un supporto psicologico o psichiatrico saranno il 20%.”. Si arriverà dunque presto a un bambino su cinque colpito da un disturbo psichiatrico

Si potrebbe pensare che di fronte a dati così evidenti il tema venga quotidianamente dibattuto in ogni ambito da quello familiare a quello sanitario e politico. Qui basta anche la nostra comune esperienza per dirci che non è così. Con l’eccezione del cyber bulling – che è ormai sulla bocca di tutti, come il burnout per gli adulti – i disturbi psichiatrici dei bambini e degli adolescenti continuano ad essere un tabù. Nella nostra epoca digitale non sono certo le informazioni e l’accessibilità alle stesse a mancare. In pochi click i dati citati sono alla portata di tutti. Sembra piuttosto che “l’innocenza infantile” quella stessa che veniva invocata di fronte alle teorie freudiane si sia trasferita dal sesso alla salute mentale. È cambiato l’ambito ma la rimozione rimane la stessa. Come se i ragazzi, “teneri virgulti” non possano essere nemmeno lontanamente sfiorati dal disagio psichico, che si materializzerebbe per incanto solo a partire dall’età adulta. Le forme in cui si manifesta tale rimozione – che arriva talvolta fino alla negazione della realtà – sono svariate ma il meccanismo rimane identico. Le malattie mentali dei bambini – si dice – sono inventate, esasperate, accentuate, dalle case farmaceutiche interessate solo a vendere i loro prodotti (il ché è sicuramente vero e conferma l’egoismo umano, l’insensibilità di regole di mercato da sorvegliare ed eventualmente da correggere ma non dimostra l’assenza di malattie). I disturbi mentali dei bambini – si sostiene – sono il portato della nostra società moderna/post-moderna, della perdita dei Valori, dello stress, della globalizzazione, della società liquida, della liquefazione dei padri,… I disturbi mentali dei ragazzi – si prescrive – si risolvono con l’amore. Dietro queste ed analoghe apodittiche affermazioni c’è verosimilmente molta paura, molta impotenza e forse un malinteso senso di colpa. Le malattie dei nostri figli ci atterriscono e ci angosciano come poco altro. Ci sentiamo impotenti e in qualche modo sempre colpevoli, di aver o non aver fatto qualcosa. E allora in preda al panico, all’angoscia, al senso di colpa, preferiamo rimuovere, negare, incolpare altri. (E quando possiamo incolpare qualcuno/qualcosa come nel caso del bullismo e del burnout parliamo volentieri).

Segue qui:

http://giulianocastigliego.nova100.ilsole24ore.com/2016/01/10/parla-con-loro/

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