“Ammazzare Freud? Un gioco da bambini”

La coppia di teatro fuori dagli schemi si racconta: “I più piccoli riescono a vedere cose che gli adulti ignorano Il padre della psicoanalisi? Se l’è presa con gli inermi e ha fatto confusione…”

di Roberto Scafuri, ilgiornale.it, 18 gennaio 2016

Rezzamastrella, non facciamo i furbi. Uno è attore e performer, l’altra artista e scenografa. Assieme sarete pure la coppia più travolgente e fuori dagli schemi del teatro italiano, ma qui il personaggio da intervistare dev’essere uno solo.

«Uno siamo».

Allora vedo doppio.

«Se non ha bevuto, è il nostro lavoro che resta inscindibile. Quello conta».

In effetti l’attore vive di sdoppiamento.

«Il doppio è l’Io».

Vedendo i vostri spettacoli lo si capisce. Ma come funziona?

Mastrella: «C’è bisogno di tanto tempo solitario, devi stare solo ore e ore, devi andare a finire là dove c’è l’idea…».
Rezza: «… autosaccheggio completo di te stesso».
M: «Dal reale creo il virtuale o il contrario. Do questo spazio a lui, e lui là dentro crea per conto suo. Ogni tanto vado a vedere quel che fa per stupirmi, ma lo lascio libero di percepire quel che c’è. Di solito viene assistito da Massimo Camilli, che lavora con noi da anni. Solo in quest’ultima fase si lavora assieme, sui corpi».

Benvenuti nel laboratorio del teatro globale: la premiata ditta Rezzamastrella. Un uomo in uno spazio non suo, ma che diventa suo sotto i nostri occhi.

R: «Il nome lo voglio far brevettare. Ma non è che le opere di Flavia non vivano da sole, tanto che ha esposto anche a New York. Il suo è uno spazio autoreggente».
M: «Faccio queste opere per comunicare uno stato d’animo».

L’uno senza l’altro esisterebbe?

R: «Guai a pensare che non esisterebbe… Abbasserebbe la potenza devastante della nostra unione. Individualmente siamo potentissimi, poi se ci uniamo siamo irresistibili. A noi dovrebbero farci vincere i festival per manifesta superiorità».

Anche quello per la modestia.

R: «Per raggiungere certi livelli d’arte, l’egoismo da solo non basta. La pienezza dei Sé deve giungere all’egotismo, l’autosopravvalutazione dev’essere patologica. Per fare certe cose non puoi essere una brava persona».

Segue qui:

http://www.ilgiornale.it/news/ammazzare-freud-gioco-bambini-1214385.html

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