Maiolo, Ricci, Costantino su Gender e genitori omossessuali

A proposito di Gender

Tutto troppo presto: è necessario attrezzare i genitori a gestire adeguatamente i minori alla conoscenza della sessualità

di Giuseppe Maiolo, ladigetto.it, 25 gennaio 2016

C’è una cosa che caratterizza in particolare gli adolescenti di oggi: vivono tutto con incredibile anticipazione. «Tutto troppo presto» dice Alberto Pellai, collega e amico, in un suo recente libro riferendosi alle esperienze e ai comportamenti sessuali delle nuove generazioni. Questo fa sì che oggi sia più necessario educare e preparare adeguatamente i minori alla conoscenza della sessualità. Ma vuol dire anche attrezzare gli adulti di riferimento, spesso confusi e impreparati a gestire questi figli cresciuti in fretta, a far fronte a tali cambiamenti epocali. È necessaria un’attrezzatura nuova capace di seguire questi processi evolutivi accelerati che sappiano accompagnare i bambini e gli adolescenti nella ricerca della propria identità e della propria sessualità. Così colpisce non poco l’allarme e la paura che si sta diffondendo per presunte e pericolose indicazioni dell’OMS sull’educazione sessuale dei bambini. Contrabbandando teorie o ideologie «Gender» che non esistono, stanno circolando con sempre più insistenza e pervasività informazioni scorrette e fuorvianti su un documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità datato 2010.

Segue qui:

http://www.ladigetto.it/permalink/50908.html

Genitori omosessuali, c’è differenza? 

Lo psicanalista Ricci: sì, è un peso sui bimbi. la neuropsichiatra Costantino: no, dati Usa lo negano

di Luciano Mola,. avvenire.it, 22 gennaio 2016

1 Nel dibattito sulle unioni civili il tema omogenitorialità è stato lasciato un po’ in disparte. Eppure non si può fare a meno di affrontarlo visto che la legge, se venisse approvata senza stralciare la parte dedicata alla stepchild adoption pur nelle varie versioni allo studio, introdurrebbe di fatto l’omogenitorialità nell’assetto giuridico italiano. Per un bambino non c’è davvero alcuna differenza tra avere due “papà” o due “mamme”, oppure due genitori eterosessuali?

Ricci: L’ipotesi di una famiglia omogenitoriale basata sul legame tra due individui dello stesso sesso, dove uno farebbe “da padre” e l’altro “da madre”, nega di fatto lo statuto di madre e di padre. È una negazione anatomica, biologica, culturale, antropologica, ma soprattutto simbolica. Tutto ciò non è senza conseguenze psichiche per il figlio o la figlia: vacilla la costruzione dell’identità sessuale, della differenza tra i sessi, del mito delle origini. Risulta scardinata la struttura della parentela, della genealogia, della filiazione, della trasmissione da una generazione all’altra.

Costantino: Dal punto di vista scientifico, il problema che si pone non è tanto se vi sia o no una differenza, ma se e come e attraverso quali fattori tale differenza impatti sul benessere dei bambini e sul loro sviluppo. Oggi le differenze negli assetti familiari sono vastissime e non riguardano solo il genere dei genitori o le loro scelte sessuali. Le famiglie monoparentali, vedove, separate, adottive, affidatarie, allargate, omogenitoriali o con culture di provenienza molto diverse tra i genitori sono una percentuale rilevante delle famiglie in cui crescono i bambini, negli Stati Uniti si parla di un terzo circa. Gli studi esistenti evidenziano che i fattori di rischio per la salute mentale sono gli stessi, trasversalmente a tutti gli assetti familiari.

2 Chi sostiene la tesi della “nessuna differenza” spiega che non è tanto importante il “genere” dei genitori, quanto la loro “funzione genitoriale”. Ma dal punto di vista psicopedagogico è davvero così?

Ricci: Da qualche anno, grazie alla visione gender, si parla sempre più di “funzione genitoriale” per giustificare l’idea che chiunque possa esercitare una funzione genitoriale, quindi anche coppie gay o lesbiche. È importante ricordare, invece, che è un elemento psichico strutturale il fatto che i figli possano crescere “immersi” nel duplice riferimento maschile e femminile rappresentato da un padre e da una madre. La differenza del loro statuto costituisce la garanzia simbolica che il figlio potrà crescere affermando a sua volta la differenza della propria individualità soggettiva. Ciò è fondamentale. Se così non fosse, rischia di incarnare, replicandolo, il desiderio dei genitori.

Costantino: Fare ricerca in questo campo è evidentemente complesso, perché il numero di variabili in gioco è molto alto, con rilevanti interazioni reciproche e pertanto richiede studi longitudinali e metodologie rigorose. Negli studi di buona qualità viene evidenziato come gli elementi maggiormente significativi per favorire uno sviluppo armonico dei bambini siano rappresentati dalla qualità delle relazioni tra genitori e figli, dallo spazio per la condivisione di emozioni, dal senso di competenza e di sicurezza dei genitori nell’esercitare il proprio ruolo e dal supporto economico e sociale disponibile. Se si corregge per tali fattori, la ricerca non evidenzia differenze significative tra le diverse tipologie di famiglie.

Segue qui:

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/genitori-omosessuali.aspx

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