Recalcati: “Quando la donna sceglie il desiderio e diventa Antigone”

di Massimo Recalcati, la Repubblica, 31 gennaio 2016

Antigone è una delle figure più intense e commentate della tragedia greca. Attraverso questa giovane donna Sofocle, dopo aver descritto in Edipo la figura drammatica del figlio assoggettato a un destino tanto spietato quanto inesorabile, ritrae la figura della sorella, l’icona, il simbolo della fratellanza. La differenza profonda tra Edipo e Antigone è che il primo dominato dall’inconscio — Edipo non sa né quello che fa, né chi è — mentre la seconda sa agire con piena determinazione: per Hegel è «senza inconscio». Mentre Edipo è giocato beffardamente dai suoi atti e più prova a svincolarsi dal suo destino di figlio parricida e incestuoso e più i lacci del destino stringono la loro presa, Antigone è la figura più pura della decisione. Se in Edipo, infatti, ogni decisione si rivela impotente a modificare il destino già scritto nella profezia dell’Oracolo, in Antigone è la decisione stessa che diventa un destino.

Il nucleo della tragedia di Sofocle è costituito, come ha indicato Hegel, dall’opposizione irriducibile di due Leggi: quella diurna e universale della Città — della Polis — e quella notturna e singolare del legame familiare. Il fratello, Polinice, ha tradito schierandosi coi nemici rimanendo ucciso in combattimento alle porte della città. La Legge dello Stato stabilisce che gli sia negata la sepoltura. Il rappresentante di questa Legge, Creonte, non ammette eccezioni: egli è il simbolo di una Legge inumana che esige la sua applicazione cieca, di una Legge che non sa includere la grazia, il diritto dell’eccezione. È contro questa Legge che si muove Antigone, nel nome di un’altra Legge, quella della fratellanza, della famiglia, dell’amore che esige la pietas, il diritto di dare sepoltura al corpo straziato del fratello morto.

Segue qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/01/31/quando-la-donna-sceglie-il-desiderio-e-diventa-antigone52.html?ref=search

http://www.psychiatryonline.it/rubrica/4545

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