Montanari: “Amore al circo Massimo”

Osservazioni sulle parole sentite al Family Day

di Maurizio Montanari, lettera43.it, 1 febbraio 2016

Come ha scritto J. Kristeva: ‘ se un analista riesce a stare nel solo posto che è il suo, il vuoto, gli è forse possibile intendere e intendersi costruire un discorso intorno a quell’intreccio d’orrore e di fascino che segnala l’incompletezza dell’essere parlante. L’analista è forse tra i pochi testimoni moderni del fatto che danziamo su un vulcano. (…) Può allora egli radiografare l’orrore senza capitalizzarne il potere? Esibire l’abbietto ma non confondersi con esso? Probabilmente no. (..) Mentre altri continuano il lungo cammino verso idoli e verità di ogni genere armati della fede necessariamente giusta delle guerre future, necessariamente sante (..) per me serve il sereno approdo di una contemplazione quando sotto le subdole e levigate superfici delle civiltà metto a nudo l’orrore fecondo che queste civiltà si sforzano di allontanare purificando, sistematizzando, pensando’.

Pensavo a questo, mentre ascoltavo le minoritarie, ma presenti e mediaticamente diffuse, interviste dei partecipanti al ‘Family Day’. Omosessualità intesa come malattia, timore di un alterità ( l’amore per il proprio sesso) enigmatica, e per questo perturbante, che si tramuta in paura, fuga. Rabbia. Non si parlava di adozioni, né di bambini, se non in un appendice del discorso relativo alla proposta di legge Cirinnà. Il vero problema, sono ‘gli altri’.

Segue qui:

http://www.lettera43.it/blog/la-stanza-101-lo-sguardo-di-uno-psicoanalista-sul-contemporaneo/amore-al-circo-massimo_43675232580.htm

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