L’altra faccia di Marilyn: «Emotivamente instabile e paranoide»

di Carla Massi,ilmessaggero.it, 9 febbraio 2016

Anna Freud, nel 1956 a Londra, scrisse questo di lei dopo la visita: «Emotivamente instabile, fortemente impulsiva, bisognosa di continue approvazioni da parte del mondo esterno; non sopporta la solitudine, tende a deprimersi davanti ai rifiuti; paranoide con tratti schizofrenici». Marilyn Monroe, trentenne, era in Gran Bretagna a girare il film “Il principe e la ballerina” con Laurence Olivier. Si sentì male. Non riusciva a concentrarsi, ogni giorno arrivava più tardi sul set, si bloccava davanti alla macchina da presa. Con Arthur Miller, allora suo fidanzato, erano scontri e tragedie.
Un clima così ingestibile portò gli psichiatri che seguivano l’attrice negli Stati Uniti a chiedere aiuto alla figlia del grande maestro, Anna Freud. Diventata, con gli anni, supervisore degli psicoanalisti dell’attrice. Gli “scrutatori della mente” accompagnarono la vita di Marilyn da quando era piccola. Fin da quando, a otto anni, andava a trovare sua madre Gladys internata in vari ospedali psichiatrici. Anche Della, la nonna di Marilyn, era morta in un istituto per malattie mentali. Norma Jeane, vero nome di Marilyn, riuscì, per un soffio, a salvarsi dal tentativo dell’anziana di soffocarla con un cuscino. Un maledetto destino.

Segue qui:

http://www.ilmessaggero.it/pay/edicola/marilyn_emotivamente_instabile_paranoide-1540713.html

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