Silva: “Viva la regina”

Un sogno che sembra un incubo, e la poligamia che confonde le acque del matrimonio tra uomini

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 10 febbraio 2016

In America i mormoni scismatici si stanno mobilitando per esaudire un fervente desiderio, la poligamia, ampiamente praticata dal fondatore. Sulla scia del trionfo dei gay, i gruppi più volitivi di mormoni hanno strappato ai giudici laute promesse, sicché è prevedibile che in un prossimo futuro al matrimonio omosex si abbinerà quello poligamico. Anche in Italia la poligamia è possibile, possibilissima, a portata di mano, basta una votazione in Parlamento. A chi sostiene che la poligamia va contro i diritti e l’onore delle donne è facile obiettare che non siamo in oriente e qui da noi le donne saranno libere di sposarsi con due, cinque, dieci uomini, o donne. Confesso che fino a qualche giorno fa ero piuttosto favorevole a questa iniziativa, mentre trovo pessima l’idea che gli uomini si sposino tra di loro; senza una donna accanto c’è il rischio, se non la certezza, che essendo imbecilli di natura, gli uomini, per di più raddoppiati, peggiorino ulteriormente, mentre due o tre mogli tenere e toste li terrebbero a bada. Ero quindi favorevole all’eteropoligamia, fino a quando il sogno di un mio paziente, un attempato rubacuori, mi ha fatto cambiare idea. Eccolo, il sogno.

“Me ne sto nel letto con Paola e Lucia, e fin qui, professore, niente di speciale, solo che… tutti e tre portiamo al dito lo stesso anello d’oro con la stessa data. La stessa data in cui ho sposato la mia vera moglie, Gigliola, capisce!?”. Ma sì che capisco, questa idea dei pazienti di pensare gli psic sempre un po’ idioti, è seccante. “Dunque, professore, siamo tutti e tre sposati uno con l’altra, o con l’altro, insomma, per essere chiari, io sono sposato con Paola e Lucia e loro sono sposate tra di loro e si vogliono bene almeno quanto ne vogliono a me, capisce?”. Capisco, capisco. “Dunque, professore, io e le ragazze ci abbandoniamo a dolci effusioni quando, senza nemmeno bussare, entra nella stanza un bel tipo sui trent’anni. Trent’anni, capisce. Capisce?”. Fanculo. “Mi spiega Paola: ‘Lui è Antonio, vogliamo sposarlo’. Come dire di no? M’inteneriscono le due ragazze, la loro maldestra giovinezza, insomma temo che fuggano con lui, ha capito? Ma sì che ha capito, lei capisce tutto, ma anch’io ho capito!”. Fuori di sé il vecchio satiro fa per alzarsi dalla chaise longue ma lo acchiappo per le spalle e lo schiaccio giù.

Segue qui:

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2016/02/10/viva-la-regina___1-vr-138065-rubriche_c382.htm

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